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Anche Kabul conquistata dai Talebani: partono dall'Afghanistan tutti gli stranieri


ANN - Talal Khrais, Letizia Leonardi - Dopo venti anni i talebani hanno riconquistato l'Afghanistan. È di queste ore la notizia che l'ultima roccaforte, la città di Kabul, è passata sotto il controllo del movimento politico e militare sorto dopo il crollo del regime sovietico. C'è molta confusione da parte dei media nel dare questa notizia. Tutti allineati nella disinformazione. Intanto occorre dire che è importante distinguere i vari gruppi islamici, molto differenti tra loro e con ideali completamente diversi. Non si può e non si deve fare di tutta l'erba un fascio. I Talebani non sono l’Isis, lo Stato Islamico di organizzazione jihadista salafita, creata nel 2004 e attiva in Siria e in Iraq per combattere l'occupazione statunitense dell'Iraq; non sono neppure riconducibili ad Al Qaeda, un movimento islamista sunnita paramilitare nato nel 1988 durante la Guerra in Afghanistan e promotore di ideali del fondamentalismo islamico più oltranzista. I Talebani, ancora prima della loro avanzata verso la capitale, hanno avuto contatti e incontri diretti con i Paesi interessati: Russia, Turchia, Iran, Cina e i Paesi confinanti dell’Ex Unione Sovietica per assicurare loro che il gruppo non interferirà negli affari interni di questi Paesi e che non avrà relazioni con Al Qaeda o con l’ISIS. Gli Stati Uniti e i loro Alleati, come sembra, si stanno ritirando lasciando campo libero alla Turchia, Paese che fa parte della NATO. Così, venti anni dopo, l’Afghanistan è più instabile che mai. La fine della missione statunitense e degli Alleati non corrisponde affatto con la fine del conflitto e con una pace duratura. Anzi, i talebani hanno ripreso forza e il controllo di tutto il Paese. Con un'offensiva, durata poco più di una settimana, i talebani hanno sconfitto, cooptato o messo in fuga le forze di sicurezza afghane da vaste aree del Paese. L’offensiva era partita a maggio, quando è iniziato il ritiro definitivo delle forze americane e straniere. Negli ultimi giorni però la loro avanzata si è fatta più rapida, infatti hanno cominciato a conquistare diversi centri urbani. Nonostante ciò, il presidente americano Joe Biden non ha rimpianti per la sua decisione di lasciare l’Afghanistan, perché ha affermato: "Il popolo afghano deve avere la volontà di combattere e deve farlo per se stesso, per la sua nazione". L'ambasciata italiana a Kabul, secondo quanto si apprende da fonti ufficiali, ha inviato una mail a tutti i connazionali che sono nel Paese invitandoli a rientrare in Italia. La ragione di questa decisione, come si legge nella mail, è la grave diminuzione delle misure di sicurezza, pertanto, viene messo a disposizione dei cittadini italiani un volo dell'Aereonautica Militare nella giornata di oggi, 15 agosto alle ore 21.30 circa, che partirà dall'aeroporto di Kabul.


Il Quotidiano libanese An Nahar ha scritto stamattina:” Nelle ultime settimane il gruppo radicale islamista dei talebani ha riconquistato ampie zone dell’Afghanistan, grazie alle poche resistenze dell'esercito afghano e al progressivo ritiro dei soldati americani. La guerra in Afghanistan, quella che portò le truppe statunitensi nel Paese, iniziò vent’anni fa, in risposta agli attentati compiuti a New York e Washington da al Qaeda, gruppo terroristico che allora era protetto dai talebani che erano al potere e che stava governando l’Afghanistan in maniera autoritaria dal 1996. L’intervento militare americano provocò il rovesciamento di quel regime ma non la fine dei talebani che si riorganizzarono pazientemente e aspettarono il momento giusto per sferrare l'attacco, Il momento giusto è stato questo: il ritiro dei militari dei Paesi occidentali. In tal modo il governo afghano è stato lasciato in balìa di se stesso. E in questi giorni abbiamo assistito alla ormai inevitabile riconquista dell’Afghanistan da parte dei talebani.

Ma chi sono i talebani che hanno preso il potere? Molti li confondono con gruppi come Al Qaeda e ISIS. Il gruppo dei talebani venne creato nel 1994 nella città di Kandahar, in Afghanistan, dal mullah Mohammed Omar, che aveva combattuto tra i mujaheddin, guerriglieri di ispirazione islamica, nella guerra contro i sovietici che avevano occupato il paese dal 1978 al 1989. L’ascesa dei talebani fu favorita anche dalle divisioni tra i mujaheddin che, dopo avere combattuto contro i sovietici, tornarono a essere molto divisi e a scontrarsi tra loro per ottenere il potere. I talebani, che nel frattempo erano diventati un gruppo armato con un’azione particolarmente efficace, conquistarono rapidamente Kandahar, la città dove si erano formati, e poi Kabul, la capitale. Fu proprio in Pakistan che il gruppo riuscì a riorganizzarsi, grazie soprattutto all’appoggio dei servizi segreti pakistani. A giugno scorso anche la missione italiana in Afghanistan si è ufficialmente conclusa e l'ultimo contingente militare ha lasciato il Paese. Il Ministro della Difesa italiano Guerini ha dichiarato: “Con il rientro dell'ultimo militare Italiano, avvenuto nel rispetto della sicurezza del nostro contingente, si è conclusa ufficialmente la missione italiana in Afghanistan. Voglio ricordare con gratitudine i 723 feriti e con profonda commozione le 53 vittime italiane che hanno perso la vita al servizio della Repubblica”. Si è conclusa di fatto, per l’Italia, la missione Resolute Support, subentrata dal 1 gennaio 2015 alla missione ISAF, che ha avuto come focus in questi anni, la formazione, la consulenza e l’assistenza alle Afghan Security Institutions (ASI - Ministry of Defense and Ministry of Interior) e alle Afghan National Defence Security Forces (ANDSF) a livello ministeriale, istituzionale, e al livello operativo.

Ora che anche gli ultimi stranieri lasceranno il Paese comincerà l'attività diplomatica e sarà fondamentale il ruolo della Turchia di Erdogan, pronta ad accaparrarsi il controllo di questo territorio, un'area strategica tra Cina, Iran e sfera ex sovietica. Un Paese che l'occidente non avrebbe dovuto abbandonare, soprattutto non dopo un bilancio di 3500 vittime tra i soldati della Nato. L'enorme sbaglio dei Paesi occidentali è stato quello di aver destinato miliardi per la militarizzazione dell'Area, senza pensare che sarebbe stato invece fondamentale risolvere i problemi del sottosviluppo. Un Paese stremato e ridotto ormai alla fame non poteva che sostenere un gruppo che rifiuta la presenza delle truppe straniere, considerate i nuovi invasori. Finché l'occidente continuerà a finanziare dittatori con pericolose mire espansioniste che, invece di pensare a migliorare la situazione economica dei propri popoli, affamano la loro gente per armarsi sempre più, nessuno sarà più al sicuro. Intanto migliaia di persone sono accampati nei parchi e negli spazi aperti della stessa Kabul, temendo per il loro stesso futuro. Nella capitale centinaia di civili si sono radunati davanti alle banche, per ritirare i risparmi di una vita ma alcuni bancomat hanno smesso di distribuire contanti.


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