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Artsakh - Gli azeri occupano Parukh


Letizia Leonardi (Assadakah Roma News) - Lo avevamo detto alla fine del 2020, dopo la firma del cessate il fuoco tra gli armeni dell'Artsakh e l'Azerbaijan, con la mediazione della Russia, che la tregua non sarebbe durata. Il 27 settembre del 2020 l'Azerbaijan ha attaccato il Nagorno Karabakh approfittando della pandemia e delle elezioni presidenziali americane; adesso sta di nuovo approfittando della guerra tra Russia e Ucraina che sta coinvolgendo tutti i Paesi Nato e dell'Ue. Come gli avvoltoi gli azeri attaccano approfittando della nuova situazione di emergenza. Oggi i soldati di Baku hanno violato, per l'ennesima volta, la linea di contatto con il Nagorno Karabakh e hanno occupato il vicino insediamento di Parukh. Donne e bambini della vicina comunità Khramort del distretto di Askeran erano stati già costretti a lasciare il villaggio.

Queste azioni aggressive dell'Azerbaijan dimostrano ancora una volta che il governo di Baku continua a violare gravemente la Dichiarazione Trilaterale del 9 novembre 2020, con la quale si è stabilito il cessate il fuoco e la presenza di una forza di pace della Federazione Russa lungo la linea di contatto in Nagorno-Karabakh. E per sfiancare la popolazione armena gli azeri hanno danneggiato l'unico gasdotto che rifornisce l'Artsakh, così gli abitanti sono da giorni senza luce e senza riscaldamento. Abitanti che sono stati minacciati, anche quando hanno provato a far sistemare la conduttura da tecnici specializzati. Sono anche chiari i tentativi di pulizia etnica con una pericolosa escalation delle azioni violente nei confronti degli armeni che rischiano di far saltare la già precaria situazione di sicurezza e di pace nella regione. In molti casi la forza di pace russa è rimasta a guardare senza effettuare alcun intervento. È necessario che la Federazione provveda a far ripristinare i confini e al conseguente arretramento delle forze armate azere.

La Comunità Internazionale, che si sta adoperando in ogni modo per aiutare il popolo ucraino, dovrebbe anche voltarsi verso il pacifico popolo armeno dell'Artsakh che subisce continuamente aggressioni e occupazioni da parte dell'Azerbaijan.

Vardan Mkhitaryan, il capo del villaggio di Parukh, ha dichiarato: "Abbiamo evacuato rapidamente le persone. Gli azeri sono entrati nel villaggio da diverse parti. Le posizioni degli azeri sono a un chilometro dal nostro villaggio".

I soldati dell'esercito di difesa dell'Artsakh a Khramort sono pronti a resistere alle possibili provocazioni dell'Azerbaijan, i residenti locali hanno creato un distaccamento di autodifesa perché sanno che gli azeri non si fermeranno ma anzi tenderanno ad avanzare e a occupare altri territori. Questa volta gli armeni dell'Artsakh non possono essere lasciati soli nella totale indifferenza dell'intera Comunità Internazionale.

Anche il Ministero degli Affari esteri della vicina Repubblica d'Armenia ha condannato l'azione dell'Azerbaijan ma intanto l'Europa si sta organizzando per acquistare più gas azero, senza accorgersi che il governo di Baku attua una politica di aggressione contro i circa 100.000 abitanti dell'autoproclamata Repubblica d' Artsakh. È di assoluta urgenza prestare molta attenzione internazionale a ciò che sta accadendo in Artsakh per garantire la sicurezza delle persone non devono essere ignorati. Per cercare invece di ripristinare il gas in Artsakh è scesa in campo la diplomazia dell'Armenia ma la situazione non è stata risolta perché l'Azerbaijan sta attuando un ricatto: o l'Armenia smilitarizza completamente la regione oppure il ricatto del gas andrà avanti.

Intanto, la gente ha freddo e i forni sono vuoti, gli ospedali e le scuole sono senza riscaldamento e luce.

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