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Il futuro del popolo armeno dipende dal destino dell'Artsakh

Aggiornamento: 25 lug 2022


Letizia Leonardi (Assadakah Artsakh News) - Il Ministro degli Esteri della Repubblica d'Artsakh, Davit Babayan, ha recentemente dichiarato: "Il futuro dell'intero popolo armeno dipende dal destino dell'Artsakh. L'Artsakh deve affrontare minacce che mettono in pericolo la sua esistenza, ma nonostante tutti i pericoli e le difficoltà, ci sono tutte le opportunità per salvare il Paese e garantirne un futuro sicuro. Ciò richiede un approccio patriottico e professionale non solo sul lavoro, ma sulla vita in generale”.

Ma che presente hanno gli abitanti del Nagorno Karabakh, in stretto contatto con il nemico, e che futuro si aspettano? Parlando con diverse persone, sia che appoggiano il nuovo governo ma anche con quelle dell'ex classe politica, che per ragioni di sicurezza preferiscono mantenere l'anonimato, si percepisce una profonda sfiducia sui progetti futuri che dovrebbero interessare questo territorio. Purtroppo molta gente, per tutto il dolore subito, ha perso il senno. Un esempio per tutti: una donna in un parco cittadino, ogni mattina prende una bottiglia di coca cola e parla da sola. Chi la conosce afferma che era un'insegnante. Lei dice, alle persone che incontra, che la coca cola porta il male in tutto il mondo, ha portato malattie ed è la causa di tanto degrado e delle guerre. A chi le chiede perché allora lei la beve, lei risponde che anche lei vuole impazzire. Per questo beve ogni giorno coca cola. Intende uscire di senno per capire questo mondo. "Se sei sensibile e sai ragionare - spiega - il mondo ti travolge e ti ingoia. Voglio diventare come tutti gli altri". Una persona ben vestita, ben curata. Tutti la considerano fuori di testa ma il suo ragionamento è molto profondo nel suo contenut ad eccezione di quelle sue parole, che si possono definire strambe. Da menzionare è anche un'altra signora, molto colta. Sapeva a menadito la storia armena ma anche quella internazionale. Lei non sopportrebbe il fatto che l'Artsakh venga lasciano agli azeri. "In questa infausta eventualità - ha spiegato con le lacrime agli occhi - brucerò la mia casa, prenderò l'album della mia famiglia e me ne andrò dove se ne andranno tutti....Come è stato durante il genocidio del 1915...Tanto la storia si ripete". E se qualcuno osa dire che la sua è una reazione eccessiva lei risponde: "Nessuno può accettare la situazione attuale... nessuno... Convivere? Ma come? Tutta la storia, il genocidio, i pogrom, i diversi massacri grandi e piccoli... Non lo so come si può dimenticare la storia, la memoria e il dolore subito due anni fa. Il ministero degli affari esteri della Repubblica turca ha detto che con Azerbaijan loro sono un popolo con due governi". Il problema degli Armeni è sempre sul tavolo. Stanno parlando di Zangezur. Se gli azeri conquisteranno anche questo territorio gli armeni d'Artsakh saranno circondati, non avranno più una via d'uscita. Non si vedono segnali confortanti provenire dalla geopolitica se il Presidente dell'Unione Europea stringe accordi con un Paese, l'Azerbaijan, che ha aggredito e massacrato gli armeni in piena pandemia. L'aggressore turco e azero evidentemente è più simpatico per l'Europa rispetto a Putin. Se parliamo di diritti umani, perché tutto il mondo parla dell'Ucraina e non degli azeri che togliavano le teste dei poveri anziani armeni? Tutto il mondo, durante la guerra del 2020, in Nagorno Karabakh si è girato dall'altra parte, come sempre. Non c'è stata alcuna racconta fondi per aiutare gli armeni. Solo le chiese, le comunità e le singole persone hanno aiutato l'Artsakh. Se si cerca un motivo che spiega questo atteggiamento la risposta è solo una: soldi, petrolio e interessi economici.


Ormai non è un segreto che la vita umana non conti nulla e che tutto ha un prezzo. Per quanto concerne i rapporti con la Russia, gli armeni d'Artsakh non è che siano poi così felici di dipendere da Putin ma i russi tuttavia, sono molto gentili con la popolazione, specie con gli anziani, anche se fanno continui controlli. Ma poi, passando sotto Shoushi, e pensando che Erdogan e Aliyev si sono messi d'accordo per far passare la città sotto controllo dell'esercito speciale della Turchia, gli abitanti non riescono a rassegnarsi e notano che di fronte alla cattiveri turca e azera verso gli armeni, gli unici a sorridere sono i russi. Tra i due due litiganti il terzo gode. Nessuno dei europei riuscirebbe a vivere in Artsakh, privi di gas, luce, acqua...e quando gli azeri vogliono punire gli armeni per avere un altro pezzo di territorio, giocano sempre sporco perché al giorno d'oggi più si è disumani, più si è considerati forti e benvenuti. Ma gli armeni dell'Artsakh non si arrendono. Loro hanno scelto di amare la patria più della loro vita. Parlano e sognano un futuro migliore, almeno questo è gratis e nessuno glielo può togliere. E si sogna quando si vedono le coppie che si sposano, quando i bambini parlano della guerra, di quanto erano spaventati, dei propri padri o zii o i propri cari che hanno perso...Ma poi vanno a giocare. I grandi invece, provano a scherzare ma sono preoccupati perché è difficile credere di essere protetti. E si chiedono come mai Aliyev insiste per il disarmo dell'Artsakh se invece il suo esercito e quello turco sono sempre più armati? Gli azeri hanno fatto di tutto per spingere gli armeni a lasciare le loro case, le loro terre ma le persone sono talmente attacate alla propria patria, agli amici, ai parenti e sì, anche alle tombe... Le tombe e I monumenti che sono spesso stati distrutti per costruire grandi strade che serviranno per gli scambi commerciali. Ci sono autostrade adesso, dove un tempo c'erano i cimiteri. Nessuno riesce a immaginare una pacifica convivenza tra armeni e azeri. Reputano più facile una più stretta collaborazione con Yerevan. I prodotti della ricca terra, prima della guerra, venivano portati in Armenia, adesso invece è il contrario. Tutto arriva da Yerevan e i prezzi sono aumentati. Ormai tutti vivono alla giornata, tanti sono andati via e si sono stabiliti sempre più vicino a Yerevan perché in Artsakh nessuno si sente sicuro. Si sentono traditi da tutti e chi rimane è molto diffidente. C'è chi si fida dei russi e chi no. Tutti capiscono che possono essere masscrati in un instante e che I russi hanno messo la loro forza di pace solo per non fare arrivare la Turchia nella regione. Tutti aspettano come finirà la guerra in Ucraina e come andranno le elezioni in Turchia.



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