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Artsakh - L'Ambasciatore azero ricatta l'Italia sul gas

Aggiornamento: 28 gen 2023



Letizia Leonardi (Assadakah News Agency) – Dopo l’incontro dell’Ambasciatrice della Repubblica d’Armenia in Italia Tsovinar Hambardzumyan con i parlamentari della Commissione Esteri della Camera, il suo omonimo dell’Azerbaijan Rashad Aslanov è stato convocato per spiegare la situazione del blocco del corridoio di Lachin che sta provocando una gravissima crisi umanitaria in Artsakh (Nagorno Karabakh). Da parte del diplomatico azero non è arrivato alcun intento di risoluzione ma solo una, nemmeno tanto, velata minaccia. L’Ambasciatore azero infatti ha fatto presente ai parlamentari che c’è in ballo la fornitura di gas, della quale l’Italia non può fare a meno. E cosa farà adesso il Parlamento Italiano? Procederà verso la tutela dei diritti umani o sceglierà di stringere ancora le mani a uno dei Paesi dittatoriali che calpesta la democrazia? Questa scelta ci pone davanti a una questione da anni sottovalutata: è rischioso dipendere da nazioni che non hanno gli stessi principi di civiltà e non hanno regimi democratici.

Aslanov, ha avuto colloqui con capigruppo di maggioranza e di opposizione per spiegare la sua versione sottolineando l’importanza della collaborazione energetica col metano azero che arriva in Puglia attraverso il gasdotto Tap. Sicuramente imbarazzante dover avanzare ragioni di atti criminali che non possono avere giustificazioni. Far morire di stenti e di mancanza di cure 120 mila persone, tra questi molti anziani e bambini, per il solo fatto di essere armeni significa fare una pulizia etnica. L’Italia dovrebbe fare attenzione con chi fa affari, a quali mani mette il suo futuro energetico. Dopo la dipendenza con la Russia, con l’Azerbaijan, si rischia di cadere dalla padella nella brace.

Baku nel 2022 ha fornito all’Italia 10,2 miliardi di metri cubi di gas metano, 3 miliardi in più rispetto al 2021. Attualmente quindi l’Azerbaijan ha sostituito le forniture russe con la prospettiva di notevole crescita nel breve periodo, grazie alle ottime infrastrutture e il progetto di un altro Tap. Cadrà l’Italia in questa ennesima trappola?

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