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Artsakh - La crisi umanitaria provocata dagli azeri arriva al Parlamento Europeo


Letizia Leonardi (Assadakah Roma News) - Nel Parlamento Europeo, il 18 gennaio, si terrà un ordine del giorno urgente sulle conseguenze umanitarie del blocco azero in Nagorno Karabakh. Nel previsto dibattito con gli organi esecutivi dell'Unione Europea interverranno e voteranno i membri del Parlamento Europeo per l'adozione della risoluzione urgente sul tema. Intanto, mentre l'Azerbaijan, dopo aver invaso con prepotenza territori sovrani, tiene da oltre 30 giorni, praticamente in ostaggio, 120 mila armeni dell'autoproclamata Repubblica d'Artsakh, il governo Italiano ha inviato il Ministro della Difesa Guido Crosetto a Baku per portare i saluti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloi e per discutere su temi di comune interesse nel settore della Difesa ed energetico. "L’Italia - ha dichiarato il Ministro Crosetto - ha confermato il suo contributo per un’ulteriore rafforzamento delle relazioni tra l'Azerbaijan e la NATO e tra l'Azerbaijan e l'Unione Europea. Obiettivi condivisi anche dall'attuale Premier italiano". Il Ministro Crosetto e il Presidente Ilham Aliyev hanno discusso sulle prospettive di espansione della cooperazione nei settori dell'energia, delle costruzioni, del turismo, dell'agricoltura, dell'industria della difesa e altro ancora. Il Presidente dell’Azerbaijan ha affermato che con l’Italia c'è una collaborazione particolarmente proficua in vari campi, compreso quello energetico, citando l’efficace funzionamento del Corridoio meridionale del gas (SGC) che rifornisce i mercati europei dal Mar Caspio. A Baku il Ministro Crosetto ha incontrato, inoltre, il Ministro della Difesa Colonel General Zakir Hasanov con il quale ha firmato un protocollo d’intenti sulla cooperazione nel campo della formazione e dell’istruzione delle Forze Armate. Mentre l'Italia e quasi tutto il mondo intero aiuta l'Ucraina a difendersi dalla Russia che l'ha invasa, il nostro Paese addestra le forze armate azere a prepararsi sempre meglio per aggredire e sterminare il popolo armeno del Nagorno Karabakh. Crosetto ha poi incontrato il Capo dei Servizi di Sicurezza Colonel General Ali Naghiyev e ha reso omaggio ai Caduti deponendo una corona al Monumento dei Martiri. D'altra parte non è più un segreto il piano del governo di Baku di fare una pulizia etnica nel territorio del Nagorno Karabakh. Gli armeni, che non intendono rinunciare alla loro indipendenza, hanno il destino segnato: lasciare la loro terra o morire di stenti, senza più cibo e medicine. L'Azerbaijan sta violando l'accordo trilaterale firmando la Dichiarazione del 9 novembre 2020 e sta portando il Nagorno Karabakh a una gravissima catastrofe umanitaria. Occorre un intervento tempestivo della comunità internazionale con azioni chiare, sanzionatorie, al fine di obbligare l'Azerbaijan a fermare il blocco del corridoio di Lachin e a salvare gli armeni del Nagorno Karabakh. dall'imminente disastro. L'Armenia, nel rispetto degli accordi del 2020, ha dichiarato di essere molto favorevole all'apertura di tutte le infrastrutture di trasporto ed economiche nella regione secondo quanto stabilito il 9 novembre 2020 ma non accetterà mai un corridoio extraterritoriale. L'Azerbaijan ha invece paventato la volontà di aprire con la forza un corridoio violando il principio del diritto internazionale mettendo in atto la solita politica aggressiva. Il Presidente azero Aliyev ha anche espresso contrarietà alla missione di monitoraggio dell'UE su territorio sovrano della Repubblica d'Armenia come richiesto da Yerevan per garantire la sua integrità territoriale che l'Azerbaijan vorrebbe mettere in discussione, dopo aver conquistato tutto il territorio dell'Artsakh. La volontà del governo di Yerevan è quella di raggiungere un accordo definitivo. Nel dicembre 2022 infatti, l'Armenia ha consegnato all'Azerbaijan proposte per la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi ma da Baku ancora non giunge alcuna risposta.

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