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Libano - Secondo anniversario dalle esplosioni nel porto di Beirut



Letizia Leonardi (Assadakah Beirut News) - Sono già passati due anni dalle terribili esplosioni al porto di Beirut che hanno provocato 224 vittime, 150 disabili, circa 6 mila feriti e migliaia di tonnellate di nitrato di ammonio che hanno interessato interi quartieri della capitale. La verità sul tragico evento non è ancora emersa ma due giorni fa, poco dopo mezzogiorno, una parte dei silos presenti nello scalo libanese, sono stati danneggiati da un incendio che ha richiesto l'intervento delle squadre di soccorso per domare le fiamme.

Oggi in Libano è lutto nazionale, di incontri con i parenti delle vittime che aspettano i risultati dell’inchiesta che dovrebbe far luce sulle cause e i responsabili della deflagrazione ma che è bloccata per ostacoli di natura giuridica e politica. Intanto il Paese dei Cedri continua a fare i conti con una situazione economica compromessa e una situazione politica molto difficile. L’inflazione ha raggiunto il 210 per cento e non c'è ancora un governo, nonostante lo scorso maggio si siano tenute le elezioni legislative che avrebbero dovuto dare un governo stabile in grado di fare quelle riforme richieste dalla comunità internazionale, dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale al fine di accedere ai finanziamenti necessari per rilanciare il Paese. Oggi, dalle 17.00, ora locale, a Beirut ci saranno manifestazioni che termineranno davanti alla statua dell’emigrante, di fronte al porto e alla presenza dei parenti delle vittime che hanno chiesto al Consiglio dei diritti umani dell' ONU di istituire una “missione conoscitiva indipendente e imparziale” per far luce su quanto accaduto il 4 agosto del 2020.


Da allora, diversi politici indagati, magistrati sollevati dall'incarico e sospensioni dell’indagine. Ieri anche Papa Francesco, al termine dell'udienza generale, ha ricordato questo triste e tragico evento. Ha espresso parole di cordoglio e ha detto di pregare per le famiglie delle vittime, auspicando che “ Tutti siano confortati dalla fede e confortati dalla giustizia e dalla verità che non possono essere mai nascoste”. Oggi è il giorno del ricordo e del raccoglimento ma da domani ritornano prepotentemente i problemi causati dalla recessione economica. Il colpo di grazia è stato anche il blocco delle esportazioni di cereali dall’Ucraina e dalla Russia che ha provocato una grave carenza di pane. Nelle prossime settimane si attende il carico di mais della nave Razoni partita 4 giorni fa dal porto di Odessa. A scarseggiare è anche il carburante necessario per alimentare le centrali elettriche e che provoca, già da quasi un anno, n'erogazione di luce a singhiozzo.

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