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Foglie e fogli al vento: la mostra di disegni che unisce i bambini di Beirut con quelli Veneziani

Aggiornamento: 10 ott 2021



NNA - Giulia Saccone - Si concluderà il 12 ottobre 2021 la mostra “Fogli e Foglie al Vento”. Un progetto che rientra nell’ambito del programma educativo internazionale “Disegni a 1000 mani, Venezia - Beirut”, creato dall’associazione “Venezia: Pesce di Pace”. Le opere sono state realizzate nel corso dell'anno 2020 da 500 studenti di Beirut dell’Istituto Notre Dame Du Mont Carmel – Fanar e da studenti provenienti da sette scuole elementari di Venezia (Canal, Istituto Cavanis, Gallina, Istituto San Giuseppe, Caburlotto, Zambelli) e la scuola Pascoli di Cavallino-Treporti.

Il progetto è semplice quanto efficace nel suo intento: far iniziare ad una delle due parti coinvolte un disegno che verrà poi completato dal destinatario. Le tematiche sono “Venezia e Beirut, le nostre città” e “Noi a scuola con il Covid”. Due temi, tanto personali quanto attuali, per confrontarsi, sia a livello culturale che individuale e, con l’occasione, scoprire anche le affinità che innescano quella voglia di connettersi, creare e far sviluppare legami oltre il progetto e la distanza fisica. Lo scambio di disegni da completare a vicenda va a creare così una corrispondenza alternativa, non verbale, lasciata interamente all’intelligenza artistica ed emotiva.



A tal proposito il Cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, che ha potuto vivere in prima persona la risoluzione della crisi causata dall’esplosione del porto di Beirut, si è congratulato con l’associazione “Venezia: Pesce di Pace”. “Il vostro è un esempio eloquente per il mondo intero - ha affermato Parolin - Continuate a farvi condurre da questo anelito di pace: così sarete davvero protagonisti del futuro. Scrutate con attenzione anche i tanti gesti di solidarietà concreta che vi circondano senza farvi scoraggiare dagli insuccessi o dai sogni non ancora realizzati”.

Anche la mostra stessa comunica con forza l’obiettivo di avviare un dialogo interculturale. Il posto scelto, la sede dei Giardini reali di Venezia, di fronte Punta della Dogana, ha un significato che si lega con l'intento dell'iniziativa. È infatti il luogo-simbolo di crocevia culturale e commerciale. La mostra acquista poi maggior valore se si considera che accade proprio nel mille seicentesimo compleanno della città.

L’iniziativa dei “Disegni a 1000 mani” è nata trent’anni fa dalla sensibilità e dall’acume di Nadia De Lazzari, giornalista e volontaria che, nel 1992, si recò a Sarajevo, dapprima per documentare la devastazione della guerra e poi per creare questa sorta di ponte artistico, seppur non verbale. Per la prima volta sono stati messi in contatto bambini italiani con bambini di Sarajevo attraverso la creazione di disegni a più mani. Il progetto è poi proseguito, con gli studenti italiani delle elementari e i loro coetanei di Kinshasa, Gerusalemme, New York, Ulaan-Bator, Islamabad, Londra, Berlino e molte altre città.



L’Ambasciatrice del Libano in Italia, Mira Daher, dopo aver constatato il merito questa iniziativa, ha dichiarato: “È meraviglioso che un bambino di Beirut possa completare l’altra metà di un quadro dipinto per lui da un bambino di Venezia. È un segno di fratellanza e solidarietà. Dovremmo prendere tutti esempio dall’innocenza dei bambini che, attraverso i loro disegni, manifestano la tolleranza e la sincerità, nonostante la difficoltà del momento”.

Il sindaco di Venezia, Lugi Brugnaro, ha voluto concentrare il suo intervento più sul contesto in cui si pone la mostra. “La mia soddisfazione - ha spiegato il primo cittadino del capoluogo veneto - sta nel sapere che Venezia è incrocio di culture e dialogo tra i popoli. Una cosa che acquisisce ancora più significato quest’anno che vede Venezia celebrare i 1600 anni dalla sua Fondazione. Una città che continua a parlare al mondo dell’Italia all’estero e, questa volta, lo fa attraverso i bambini e i loro disegni. Il nostro compito è quello di consegnare alle nuove generazioni un mondo di pace, in cui la tutela dell’ambiente sia un impegno concreto e dove Venezia, da isola rifugio, sia sempre più arcipelago di civiltà, progresso e sviluppo”.

Sia che la mostra venga analizzata puramente per lo scopo della sua iniziativa, oppure nel suo contesto, è indubbio il suo valore su qualsiasi fronte.



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