top of page

Un leader di spicco della Jihad Islamica chiede all’UE la fine dell'oppressione dei palestinesi


Talal Khrais (Assadakah Gaza News) - In un'interessante intervista esclusiva, rilasciata al nostro corrispondente a Gaza Abdul Nasser Abou Aoun, un leader di spicco della Jihad Islamica Khaled al Batch, elogia le relazioni storiche tra Italia e Palestina e chiede all’Europa di porre fine all’oppressione nei confronti del popolo Palestinese. L’esponente dell'Ufficio Politico della Jihad Islamica Khaled al Batch ha richiamato l’Unione Europea ad attivarsi per togliere l’oppressivo assedio israeliano imposto dal 2007 ai danni del territorio di Gaza. Ha chiesto anche all’Unione Europea di non essere partner del governo e delle istituzioni israeliane perché altrimenti diventa un alleato nell’oppressione contro il popolo palestinese. Al Batch ha chiesto di sostenere la sua gente per poter affrontare la tragica situazione in cui versa e per limitare le conseguenze catastrofiche causate dall’embargo Israeliano.


L'importante leader della Jihad Islamica ha ricordato che l’Unione Europea si dichiara paladina dei diritti umani e della difesa degli oppressi, tanto è vero che è intervenuta tempestivamente per il conflitto tra Russia e Ucraina ma purtroppo, non si sa perché, ignora il popolo palestinese e la necessità di tutelare i suoi luoghi sacri, sia cristiani che musulmani.


Durante l’intervista il leader palestinese ha affermato: "A questo assedio, iniziato nel 2007, partecipano di fatto, anche se non direttamente, la comunità Internazionale, i Paesi Europei, i Paesi Arabi e anche l’Organizzazione Islamica Internazionale che ignorano l’emarginazione in cui vive il popolo palestinese. C'è un silenzio il assoluto nei confronti di un'aggressione il cui prezzo viene pagato ogni giorno dalla popolazione e da tutti i suoi luoghi sacri che si trovano nelle aree sotto occupazione. Le conseguenze di tutto ciò toccano ogni aspetto della vita dei palestinesi“.

Khaled al Batch ha criticato duramente il tentativo dell’Unione Europea di creare con Israele un Consiglio di Partenariato per la Cooperazione economica. Un passo di questo genere, a suo dire, legittima lo sfruttamento in atto da parte di Israele delle risorse e del patrimonio del Popolo Palestinese. Il leader palestinese ha esortato l’Unione Europea a fermarsi e di impegnarsi per il rispetto del diritto internazionale che garantisce e chiede il rispetto dei diritti del popolo palestinese di poter salvaguardare le sue ricchezze, le risorse naturali e una vita dignitosa per tutti. Ribadisce con forza il fatto che l’Unione Europea non deve essere complice, avallando l’occupazione, e che non deve seguire la sua politica.

Il capo palestinese, intervistato da Assadakah Online, ha dichiarato anche che, con l’avvicinarsi delle elezioni israeliane, l’occupazione ha intensificato la sua aggressione e le misure oppressive contro il popolo palestinese. "I partiti israeliani - ha spiegato Khaled al Batch - con lo scopo di aumentare il proprio consenso, opprimono sempre di più il popolo palestinese e tutto questo lo fa speculando sulla pelle della mia gente. Ogni giorno si contano sempre più vittime. L’intensificarsi dell’aggressione e le repressioni, in assenza della giustizia internazionale e in presenza di uno squilibrio a favore di Israele e a discapito del popolo palestinese, non fanno altro che rafforzare la volontà dei palestinesi di opporsi a questa ingiusta occupazione usando tutti i mezzi riconosciuti dal diritto internazionale".


Per quanto riguarda i rapporti tra l'Italia e la Palestina, Al Batch ha dichiarato che l’Italia svolge un importante ruolo nel sostegno al popolo palestinese. "Ci sono rapporti storici tra i due popoli - ha detto - Ricordo che, quando l’Italia ha vinto la coppa del Mondo, nel 1982, ha regalato la vittoria proprio al popolo palestinese e alla diaspora in Libano. Per quanto concerne il rapporto con l’Europa, vogliamo che gli Stati Europei siano nostri vicini, amici nel vero senso della parola. Vorrei qui ricordare che il futuro dell’Europa sarà più proficuo se starà dalla parte dei Paesi Arabi piuttosto che con Israele, ecco perché l’Europa deve cambiare direzione e stare a fianco del popolo palestinese e dei suoi legittimi diritti. Bisogna ripristinare una giustizia che manca.




bottom of page