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Il Libano ostaggio di una classe politica corrotta

Aggiornamento: 10 set 2021


ANN - Letizia Leonardi e Talal Khrais - La crisi sociale ed economica in Libano si sta trasformando in una catastrofe umanitaria che si riflette maggiormente sull’infanzia. I più vulnerabili sono i bambini che corrono il rischio reale di non poter tornare più a scuola. Dall’inizio della pandemia, più di 1,2 milioni di minori nel Paese dei Cedri non ha frequentato le lezioni. Nell'ultimo anno di COVID-19, i bambini libanesi hanno ricevuto un massimo stimato di 11 settimane di istruzione. Questo dato lo fornisce Save the Children, l’Organizzazione che lotta per difendere i diritti dei bambini a rischio e garantire loro un futuro, secondo quanto stabilito nel nuovo rapporto “Lebanon Education in Crisis: Raising the Alarm”. Questo documento mostra che, anche prima della pandemia, la disuguaglianza legata alla crisi economica nel Paese ha portato a un divario nell'accesso a un apprendimento di qualità tra i bambini più poveri. Il 55% delle famiglie libanesi vive attualmente in una grave situazione di indigenza. La povertà è un forte ostacolo all'accesso dei bambini all'istruzione, poiché molte famiglie non possono permettersi materiali e strumenti per l'apprendimento o devono fare affidamento sui figli minori per ottenere un reddito. Molti bambini in Libano non vanno a scuola dall'ottobre 2019, quando le proteste e i disordini civili hanno Interessato molte parti del Paese.


La crisi dell'istruzione è stata ulteriormente aggravata da un crollo della valuta, dall'esplosione del porto di Beirut e dalle misure di blocco per il COVID-19. Il Paese dei cedri è colpito da una crisi economica gravissima e sta vivendo un pericoloso stallo politico. Le gente non vede una via di uscita a questa situazione che ormai dura da anni. I problemi sono iniziati nel 2019 con le prime manifestazioni di scontento che hanno portato alle dimissioni del premier Saad Hariri. Lentamente la situazione è peggiorata. Ma è deflagrata quando Beirut, la capitale, è stata investita da una forte esplosione che, partita dal porto, ha investito gran parte della città uccidendo più di 207 persone e facendo numerosi feriti. I leader politici, che hanno accumulato miliardi sottratti alla popolazione, non fanno altro che brigare per occupare ciò che resta del Paese. La vita politica è paralizzata e l’economia è in una situazione di stallo. Secondo la Banca mondiale si tratta della più grave crisi da 150 anni a questa parte. Malgrado tutto ciò i libanesi non vogliono lasciare la loro terra, lottano per cambiare una classe politica feudataria, usurpa il potere con i brogli elettorali. Tuttavia, se permane a lungo questo stato di profonda crisi ci potrebbe essere il pericolo di un esodo di una parte di popolazione e questo potrebbe costituire un problema alla rinascita del Paese.



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