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Il tetto al prezzo del gas e le sanzioni alla Russia schiacceranno l'Europa


Talal Khrais (Assadakah Roma News) - I ministri delle Finanze del G7 hanno approvato il piano che prevede di fissare un tetto al prezzo del petrolio che proviene dalla Russia. Si tratta di una nuova provocazione contro la Russia, mentre la situazione economica in Europa, e soprattutto in Italia, sta peggiorando di giorno in giorno, sempre di più. Gli Stati Uniti, che usano il vecchio continente come scudo anti russo, sperano che questa nuova misura allenti la pressione sul mercato dell’energia e tagli i ricavi di Mosca. Il piano conterrà i limiti entro cui verrà fissato il tetto e le date possibili per l’avvio di questa nuova sanzione. La presidente della commissione Ue, Von der Leyen, a margine della giornata di chiusura dell'Unione in Baviera ha dichiarato: "È tempo di imporre un tetto al prezzo del gas russo". Immediata la replica del Cremlino: "L'Europa non avrà mai più il gas russo". Quello che salta agli occhi di tutti è un Occidente in piena crisi, accecato dalla politica antirussa e che ignora due cose: la prima è che la Russia è una grande Nazione e l'Europa non è che un arrogante mercato finanziario. La seconda cosa è che i russi sono patrioti, possono subire e resistere, mentre noi occidentali siamo soltanto dei consumatori, numeri programmati per spendere. Come affermano i leader europei le sanzioni occidentali contro la Federazione Russa hanno l'unico scopo di schiacciare l’economia russa a spese della distruzione delle catene commerciali, del ritiro forzato delle società occidentali dal mercato russo, del congelamento dei beni nazionali per colpire l’industria, la finanza, penalizzare il tenore di vita degli europei. A diversi mesi di distanza ci stiamo accorgendo che le sanzioni non hanno funzionato. Per la prima volta stiamo assistendo ad un sanzionato che si sta arricchendo e un sanzionante che ci sta rimettendo. Guardiamo le cifre: solo il conteggio diretto delle perdite dell’Unione europea dovute alla febbre delle sanzioni nel prossimo anno può superare i 400 miliardi di dollari. E siamo solo all'inizio. Naturalmente sono costi direttamente sostenuti dalla popolazione e dalle imprese dell’Unione europea. Si può affermare che I leader europei, guidati dalla follia degli Stati Uniti, hanno già causato con le loro stesse mani seri danni alla propria economia per via delle sanzioni contro Mosca. L'inflazione, nell'Unione Europea, sale all'8 per cento e sta colpendo il suo stesso business, il potere d'acquisto è sempre più debole. D'altro canto non sembra così drammatica la situazione in Russia come ci raccontano le TV italiane. Dicono tutti la stessa cosa, sembrano una rete unificata: una Russia che non trova amici e mercati. Menzogne, tante menzogne! Due importanti Paesi e clienti della Federazione Russa sono, in primo luogo, l'India e la Cina che aiutano Putin ad annullare gli effetti delle sanzioni dell’Occidente tanto che il rublo vola mentre l'euro è in caduta libera. Anche i ricchi Paesi Arabi sono schierati con Mosca. Il rublo, nei confronti del dollaro, è arrivato ai massimi livelli. Per capire come mai le sanzioni contro la Russia non stiano funzionando, dobbiamo guardare a un semplice dato: nei primi sei mesi dell’anno, l’avanzo delle partite correnti sarebbe esploso a 110,3 miliardi di dollari dai 32,1 miliardi dello stesso periodo nel 2021. Secondo le stime della Banca di Russia, l’avanzo commerciale è schizzato da 44,5 a 124,3 miliardi, mentre i deflussi dei capitali sono aumentati di poco da 12,4 a 14 miliardi. Diversi importanti Paesi hanno continuato a importare da Mosca, incidendo per il 61% delle sue esportazioni. E la Cina risulta avere acquistato 14,5 milioni di barili dalla Russia nel periodo marzo-maggio, tre volte il dato dello stesso trimestre dell’anno precedente. L’India ha fatto ancora di più: nel solo mese di maggio, ha raffinato il 18% di tutte le esportazioni petrolifere russe. Era all’1% un anno prima. Se nei primi due mesi dell’anno, praticamente non aveva acquistato barili dalla Russia, con la guerra ne ha già importati sui 60 milioni di barili contro i 12 milioni dell’intero 2021. A maggio, ha importato 870.000 barili al giorno dalla Russia contro una media di appena 60.000 barili nel 2021. Un boomerang per l’Occidente, che oltre ad accusare l’esplosione del carovita in questi mesi, potrebbe subire anche la perdita di competitività per le proprie merci.

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