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L'Azerbaijan chiede al Vaticano di fare da tramite nei rapporti diplomatici con l'Armenia



Assadakah News - Letizia Leonardi

Dopo più di un anno dalla fine della sanguinosa guerra in Artsakh, i rapporti tra armeni e azeri appaiono ancora tesi. Per arrivare ad una pacifica convivenza l'Azerbaijan ha chiesto al Vaticano di avere un ruolo attivo in modo da fare da tramite nei rapporti diplomatici con l'Armenia.

Ci sono infatti ancora molte questioni sospese, dopo la firma dell'accordo trilaterale del 9 novembre 2020. Un cessate il fuoco che ha lasciato l'amaro in bocca agli armeni che, oltre ad aver perso molti dei territori dell'autoproclamata Repubblica d'Artsakh, ha lasciato sul campo moltissime giovani vittime e troppe situazioni da definire. Questa delicatissima fase post conflitto necessita di una riconciliazione duratura che permetta la pacifica convivenza tra armeni e azeri. Per questo l'Azerbaijan ha chiesto ufficialmente l'intervento del Vaticano che, si spera, possa avere, almeno in questa fase, un ruolo attivo verso la pacificazione dato che, la Città del Vaticano, ha ottimi rapporti diplomatici sia con l'Armenia che con il governo di Baku. L'invito è arrivato dall'Ambasciatore azero presso la Santa Sede, Rahman Mustafayev. L'occasione è stata una conferenza stampa, svoltasi a Roma, al termine della visita ufficiale della delegazione interreligiosa della Repubblica d'Azerbaijan, presieduta dallo Sceicco Allahchukur Pachazadé, Capo del Dipartimento musulmano del Caucaso.

La delegazione, composta anche dal vescovo cattolico di Baku, monsignor Vladimír Fekete, da un rappresentante dell'eparchia ortodossa di Baku e da uno della comunità islamica locale, ha avuto un incontro con papa Francesco, con il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, con il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Richard Gallagher, con l'arciprete della basilica di San Pietro, il cardinale Mauro Gambetti, con il presidente del Pontificio consiglio del Dialogo interreligioso, monsignor Miguel Angel Ayuso Guixot e con il presidente del pontificio consiglio della Cultura, il cardinale Gianfranco Ravasi.

L'ambasciatore azero ha ribadito gli ottimi rapporti diplomatici tra Azerbaijan e Vaticano, negli ultimi anni rafforzati anche da diversi progetti e cooperazioni nell'ambito del restauro di reperti artistici di epoca paleocristiana e dalla visita che papa Francesco ha effettuato a Baku alla fine del 2016. "Pensiamo - ha sottolineato il diplomatico - che il format di dialogo che il Vaticano ha e che si è concretizzato, ad esempio nello stabilire dei rapporti anche tra il patriarca armeno Karekin e quello russo Kirill, possa essere applicato al post conflitto del Nagorno Karabakh, creando un ponte tra noi e l'Armenia, con la quale non abbiamo rapporti diplomatici. Ora noi vogliamo un Trattato di pace e il Vaticano ci può aiutare a creare le condizioni affinché si possano ottenere risultati per garantire una effettiva stabilità".

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