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L’Italia è il Paese meno favorevole alle sanzioni dure contro la Russia


Talal Khrais (Assadakah Roma News) - I Russi sono un segmento ricco e con grande capacità di spesa. Per questo l’Italia non può rinunciarci ed è uno dei Paesi meno favorevoli all’imposizione di sanzioni dure contro la Russia. Non solo oligarchi e magnati danno un grande aiuto al nostro turismo, ma anche persone con un certo reddito e tenore di vita. Tant’è che in un’indagine sul turismo internazionale in Italia, realizzata dalla Banca d’Italia, prima dell'imposizione delle imprudenti sanzioni contro la Federazione Russa, è stato rilevato che i russi sono un comparto molto ricco, con una capacità di spesa giornaliera che, nel solo 2020 e malgrado la pandemia, è stata di 170 euro, superiore del 65% a quella degli altri turisti stranieri che sono soliti soggiornare in Italia. Il governo Draghi ha sempre minimizzato gli effetti negativi delle sanzioni contro la Russia sull'economia italiana, ma le cifre parlano chiaro. Nel 2021, le esportazioni italiane in Russia sono state pari a 7,7 miliardi di euro, l'1,8% del totale. Il settore più esposto è l'abbigliamento. Il comparto realizza il 3,9% del suo export in Russia, per un giro di affari di 734 milioni di euro. A seguito della guerra Russia- Ucraina, le sanzioni hanno colpito tutte le regioni italiane. La Regione d'Italia più penalizzata per le sanzioni alla Russia è la Lombardia, che rappresenta il 28% dell'export italiano verso la Federazione Russa e il 18% dell'interscambio. Durante i primi nove mesi del 2021, l'interscambio commerciale tra la Lombardia e la Federazione Russa era aumentato notevolmente: da gennaio a 2021 era cresciuto del 34% rispetto al 2020, arrivando a quota 2,87 miliardi di euro. Prima dell'inizio della Pandemia di Covid-19 le cifre erano ancora superiori: da gennaio a settembre del 2019 il valore dell'interscambio tra la Russia e la Lombardia, inserita nella classifica delle Regioni italiane dove c'è più lavoro, era di 3,31 miliardi di euro. Ma c'è anche il Veneto tra le Regioni italiane più penalizzate dal conflitto, territorio in cui il settore manifatturiero vale quasi 1,5 miliardi di euro all'anno nell'export verso Russia e Ucraina. Attualmente il Veneto è tra le 10 migliori mete d'Italia del 2022, secondo il Touring Club Italiano, è tra le zone del nostro Paese più esposte sul mercato russo, con quasi un miliardo nei primi tre trimestri del 2021 e un'incidenza delle esportazioni manifatturiere sul valore aggiunto del territorio pari allo 0,89%. Anche il Piemonte risente in maniera negativa delle sanzioni alla Russia. A settembre del 2021, infatti, l'export del Piemonte verso la Russia era arrivato a quota 591 milioni di euro. L'interscambio commerciale con Mosca era cresciuto del 42% nei primi sei mesi dell'anno, passando dai 282 milioni di euro del 2020 fino ad arrivare a quota 400,6 milioni di euro. Erano stati superati anche abbondantemente i livelli raggiunti prima della pandemia di Covid-19. Dal Piemonte all'Emilia Romagna. Le esportazioni verso l'Ucraina e la Russia valevano circa 2 miliardi di euro: quasi il 3% di tutta la commercializzazione della Regione sui mercati esteri. In totale sono 136 le imprese emiliane e romagnole che hanno acquisito il controllo di società russe, soprattutto nei settori della metalmeccanica e in quello alimentare. Complessivamente le imprese dell'Emilia Romagna che hanno esportato i propri prodotti verso la Russia negli ultimi tre anni sono state 3.,con un valore di oltre un milione di euro, raggiunto nei primi sei mesi del 2021 e un incremento del 2,9% rispetto ai dati del 2019. Insieme a Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, anche le Marche fanno parte delle Regioni d'Italia maggiormente colpite. Le Marche, infatti, figurano tra i principali partner commerciali della Russia e sono all'ottavo posto per le esportazioni. Durante i primi sei mesi del 2021, l'export ha raggiunto quota 231 milioni di euro rappresentando il 2,6% delle esportazioni totali della Regione. Se si analizzano i dati diffusi nel 2020 dalla Banca d'Italia sull'anno 2019, quindi in periodo pre pandemia, si nota che la spesa dei turisti russi in Italia ammontava a circa 1 miliardo di euro, il 2,2% circa delle spese complessive dei viaggiatori in arrivo nel Paese. Ottimi risultati che le sanzioni verso la Russia hanno purtroppo notevolmente e pesantemente ridimensionato.

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