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Nel 2024 sarà in Siria la Conferenza Araba sull'Energia



Assadakah News - Letizia Leonardi

Nel 2024 la Siria sarà la sede prevista per la Conferenza Araba sull'Energia. A darne notizia è stato il Ministero dell'Energia di Damasco. Ciò dimostra il clima di disgelo tra i Paesi Arabi e il governo del presidente Bashar Assad. La decisione è stata presa nei giorni scorsi all'unanimità nel corso dell'incontro on line dei membri dell'Organizzazione dei Paesi Arabi esportatori di petrolio. Un accordo importante che testimonia la volontà dei vari Paesi di migliorare le rispettive relazioni bilaterali con la Siria. A dieci anni dall'espulsione di Damasco dalla Lega Araba, per lo scoppio della guerra civile, sono infatti state riaperte sedi di ambasciate, effettuate visite di funzionari e diplomatici e sono partiti alcuni accordi commerciali. Questo vertice sull'energia assume un significato maggiore se si pensa che arriva dopo diversi anni di guerra interna che ha obbligato metà dei siriani a lasciare la propria terra e ha lasciato sul campo moltissime vittime. Attualmente il regime Assad ha ripreso il controllo di gran parte del Paese.

Purtroppo la guerra ha influito anche sulla produzione di greggio. Dai 350 mila barili di petrolio al giorno che venivano estratti prima del conflitto, adesso la Siria ne produce circa 24 mila. E se prima più della metà del petrolio era destinato all'esportazione adesso la produzione riesce solo a coprire una piccola parte del fabbisogno interno. La maggior parte dei giacimenti petroliferi infatti è nella regione autonoma del nord est, sotto il controllo dei curdi. Il regime di Assad quindi si procura il restante petrolio necessario attraverso accordi commerciali con l'Iran.

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