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Raisi era un simbolo di liberazione


Assadakah News - La morte del Presidente iraniano Ebrahim Raisi ha sconvolto il mondo arabo e non solo. Ali Alizadeh, analista iraniano residente a Londra, ha dichiarato che Ebrahim Raisi non era solo il nome di una persona ma è stato il "simbolo" del progetto avviato nel maggio del 2021, che aveva come obiettivo quello di liberare l'Iran dalle catene delle sanzioni statunitensi.

"Era il simbolo - ha affermato Alizadeh - dell’eliminazione della dipendenza del mercato e del potere d’acquisto degli iraniani dalle decisioni di Washington e dalle dichiarazioni del Dipartimento del Tesoro e dell’OFAC. Il simbolo della decisione definitiva di procedere verso la neutralizzazione delle sanzioni invece di aspettare la rinascita di un’illusione chiamata accordo nucleare. Il simbolo del progetto dell'Iran di aderire ai BRICS e al Patto di Shanghai. Il simbolo del rilancio delle relazioni regionali dal Turkmenistan e Afghanistan all’Arabia Saudita e all’Iraq. Il simbolo della presenza attiva in Africa e Sud America. Pertanto, l’odio e la malizia che si vedono contro il suo nome in questi giorni nei media occidentali e nei loro mercenari di lingua persiana non sono affatto sorprendenti e non sono contro il Presidente come persona. Il loro rancore è contro l’Iran e il ruolo che ha trovato in questi anni quale uno dei principali attori dell’ordine multipolare e post-americano”.

(Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario: https://t.me/iranislamico)

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