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Artsakh - Tutta la Commissione Esteri accanto agli armeni ma Rosato tentenna


Letizia Leonardi (Assadakah News Agency) - A tre giorni dalla Giornata della Memoria, in onore delle vittime dell'Olocausto, la sofferenza di 120 mila armeni, che rischiano lo sterminio perché ostaggio, da oltre un mese, di pseudo ambientalisti azeri, è stata messa ieri quasi in dubbio da Ettore Rosato, deputato di Italia Viva, durante l’incontro con l’Ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia. Una mancanza di sensibilità verso i diritti umani di una popolazione che non gli fa certo onore. Ieri, 24 gennaio 2023, si è svolta infatti l’audizione, presso la Commissione Esteri della Camera dei Deputati, che ha visto la presenza dell'Ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Italia Tsovinar Hambardzumyan. Se ne avevamo ancora bisogno, ci siamo tolti ogni dubbio, su chi sta dalla parte dei diritti e delle libertà e chi da quella dell’arroganza e della violenza. Eccellente è stato l’intervento, a tratti toccante, introdotto dal presidente della Commissione Giulio Tremonti, dell’Ambasciatore Hambardzumyan, che ha illustrato la situazione tragica che sta subendo la sua gente con il blocco, da parte degli azeri, del Corridoio di Lachin. Ha inoltre lanciato con la delicatezza, la dignità e la gentilezza, che contraddistingue il popolo armeno, un grido d’aiuto diretto a un Paese, l’Italia, che è stato storicamente sempre a fianco dell’Armenia. A seguire hanno preso la parola i deputati Laura Boldrini (Pd), Federica Onori (M5S) Andrea Orsini (Fi), Emanuele Bozzolo (FdI), Paolo Formentini (Lega) che hanno fatto delle domande al diplomatico armeno ed hanno tutti espresso solidarietà e vicinanza al suo popolo. Laura Boldrini ha chiesto notizie sulla missione europea nel Caucaso meridionale e sulla situazione dei prigionieri nelle mani dell’Azerbaijan. Federica Onori ha invece annunciato una raccolta firme che impegni l’Italia ad adoperarsi a livello internazionale per avviare un processo di pace nella regione. Emanuele Bozzolo ha espresso costernazione per le recenti immagini, che purtroppo sono all’ordine del giorno, che riprendono il presidente azero Aliyev in un paese del Nagorno Karabakh mentre calpesta un cartellone con scritte armene. Tutti atti che mirano alla cancellazione della presenza armena. Paolo Formentini ha paventato l’ipotesi di un altro genocidio, ha sottolineato il mancato rispetto, da parte azera, delle chiese e dei cimiteri armeni. Ha ribadito che il grido di dolore del popolo armeno non può restare inascoltato e che se non cogliamo l’importanza della memoria non possiamo avere un futuro.


Tutti, tranne Rosato, hanno avuto parole di vicinanza e solidarietà con i 120 mila armeni, ormai allo stremo. Il deputato di Italia Viva ha chiesto invece all’Ambasciatore se effettivamente il corridoio di Lachin risulta chiuso e chi ha commesso violazioni dell’Accordo Trilaterale, quasi ad insinuare il dubbio che non sono solo gli azeri ad essere colpevoli di questi comportamenti criminali. La risposta dell’Ambasciatore a Rosato ha chiarito ogni dubbio. La strada di collegamento viene percorsa in via eccezionale dai convogli della Croce Rossa e da alcuni mezzi che portano persone per ricongiungerle alle rispettive famiglie, non senza scherni e provocazioni degli azeri che bloccano la strada, tanto che recentemente un bambino è svenuto a causa di questi comportamenti irrispettosi e arroganti. S. E. Tsovinar Hambardzumyan ha anche spiegato a Rosato che i supermercati e le farmacie del Nagorno Karabakh sono vuoti e che gli abitanti ricevono ogni giorno dei coupon per acquistare una piccolissima quantità di riso, pane e zucchero. Rosato dovrebbe sapere inoltre, lo abbiamo più volte scritto, che non solo è interdetta la strada ma anche i cieli, visto che Aliyev ha avvertito che qualunque velivolo verrebbe abbattuto. Ci domandiamo se Rosato abbia provato almeno un briciolo di vergogna. L’Ambasciatore ha chiesto all’Italia, che ha buoni rapporti con la Turchia e l’Azerbaijan (dal quale acquista il gas), di intervenire su questi Paesi affinché si giunga a una pace stabile. Una guerra in Nagorno Karabakh, ha spiegato, metterebbe anche a rischio le forniture di energia. Riguardo alla missione europea nella zona, osteggiata dall’Azerbaijan, S. E. ha ricordato che seppur prevista inizialmente per soli due mesi, è stata fortunatamente prorogata. Questo impedirà all’Azerbaijan di commettere nuovi attacchi e provocazioni. Sui prigionieri armeni nelle mani dell’Azerbaijan l’Ambasciatore ha riferito che, mentre l’Armenia ha restituito a Baku immediatamente tutti i prigionieri azeri, l'Azerbaijan ne ha restituiti in parte dopo ricatti e richieste e ne ha ancora circa 30, considerati terroristi, sottoposti a processi farsa e condannati a 20 anni di carcere. Rimane poi incerto il destino di un numero imprecisato di persone che sono considerate scomparse e di cui il governo di Baku non fornisce alcuna notizia.


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