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Kurdistan: riportata alla luce Chiesa cristiana del V secolo

  • 23 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Assadakah News

Gird-i Kazhaw, Iraq   (Foto Archaeology Magazine)
Gird-i Kazhaw, Iraq (Foto Archaeology Magazine)

Nel nord dell'Iraq, tra le colline del Kurdistan, una scoperta sta contribuendo a riscrivere la storia delle relazioni religiose nel vicino Oriente tardoantico.

Nel sito di Gird-î Kazhaw, un team internazionale di archeologi ha riportato alla luce una Chiesa cristiana del V, secolo situata a pochi metri da un complesso sasanide legato al culto di Zoroastro, offrendo una rara testimonianza di convivenza pacifica tra due comunità religiose differenti.

La ricerca è il risultato di oltre tre anni di lavoro sul campo, condotti da un'équipe guidata dagli archeologi tedeschi Alexander Tamm (Friedrich-Alexander-Universität, Erlangen-Norimberga) e Dirk Wicke (Goethe-Universität, Francoforte), nell'ambito di un più ampio progetto dedicato agli insediamenti rurali della pianura di Shahrizor.

Un'area che, a differenza delle grandi capitali imperiali, è stata finora poco esplorata dall'archeologia, nonostante il suo ruolo cruciale come base economica e produttiva delle civiltà antiche.

Il complesso di Gird-î Kazhaw era stato individuato per la prima volta nel 2015, ma la sua funzione era rimasta a lungo incerta. La presenza di pilastri quadrangolari in pietra da cava, parzialmente intonacati con gesso bianco, aveva inizialmente suggerito agli studiosi l'ipotesi di un edificio di culto cristiano. Tuttavia, solo le più recenti campagne di scavo e le analisi condotte nel 2025, hanno permesso di confermare definitivamente questa interpretazione.

Gli archeologi, spiega un comunicato della Goethe-Universität di Francoforte, hanno portato alla luce muri in mattoni, pavimenti in terra battuta e in laterizio, oltre a nuovi pilastri che indicano l'esistenza di una struttura basilicale a tre navate, con una navata centrale orientata nord-ovest/sud-est. Le dimensioni della navata centrale - circa 25 metri di lunghezza per 5 di larghezza - risultano particolarmente insolite per l'architettura cristiana della regione in epoca così precoce.

Il sito racconta anche una storia di continuità e trasformazione religiosa. Sopra la fortificazione sasanide, infatti, si estende un cimitero islamico, oggetto di recenti scavi antropologici. Uno degli obiettivi della ricerca è stabilire quando e come la popolazione locale si sia convertita all'islam, dopo l'arrivo dei conquistatori arabi, a metà del VII secolo e la progressiva islamizzazione dell'area nei secoli successivi. Questo intreccio di strati - zoroastriano, cristiano e islamico - rende Gird-î Kazhaw un osservatorio privilegiato per studiare le dinamiche religiose e sociali del vicino Oriente tardoantico e altomedievale.

Gli archeologi sottolineano che il progetto è ancora nelle fasi iniziali. Le prossime campagne di scavo, previste nel 2026, si concentreranno meno sugli edifici monumentali e più sulla vita quotidiana degli abitanti del sito.

Attraverso metodi archeometrici avanzati - come archeobotanica, zoologia e antropologia forense, i ricercatori cercheranno di ricostruire l'economia, l'alimentazione e le condizioni di vita all'interno dell'insediamento. L'obiettivo finale è comprendere non solo come pregavano gli abitanti di Gird-î Kazhaw, ma come vivevano, lavoravano e convivevano in un'epoca segnata da profonde trasformazioni politiche e religiose. (di Paolo Martini)

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