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Cisgiordania - Coloni aggrediscono volontari Operazione Colomba

(a cura dell’ambasciata di Palestina in Italia) - Ai primi di marzo, i volontari di Operazione Colomba, il Corpo di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, sono stati aggrediti dai coloni israeliani mentre svolgevano un’azione di monitoraggio dei diritti umani vicino al villaggio palestinese di Tuba, nell’area di Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania. Nel corso dell'aggressione – ha spiegato la Comunità - un'attivista di nazionalità statunitense è stata colpita alla testa con un bastone, riportando un trauma cranico con emorragia interna e la perforazione del timpano sinistro, per cui sono state necessarie le cure ospedaliere.

Gli attivisti, che sono andati a sporgere denuncia presso la polizia israeliana, hanno raccontato che la loro presenza a Tuba aveva lo scopo di verificare che non ci fossero incidenti, “in quanto con l'inizio della stagione pastorizia i coloni portano le greggi a pascolare nelle terre di proprietà palestinese”. Mentre ero lì, ricorda un volontario italiano, “tre coloni mascherati in volto sono usciti dall'avamposto di Havat Ma'on, illegale anche per la legge israeliana, correndo con mazze di ferro verso di me e lanciandomi pietre. Mentre scappavo, un altro colono che stava pascolando i suoi animali lì vicino insieme a una bambina ha raggiunto la mia collega, una donna nord-americana di sessant’anni, e l'ha colpita alla testa”.

L’area di Masafer Yatta si trova sotto completo controllo militare e amministrativo israeliano e comprende una quindicina di villaggi palestinesi, circondati da numerosi insediamenti ed avamposti israeliani. E’ in particolare da questi ultimi che provengono continue violenze, provocazioni e attacchi diretti alla popolazione e alle proprietà palestinesi, comprese case, terreni e greggi. Inoltre, dal 4 maggio 2022, sulla zona di Masafer Yatta pende la sentenza dell’Alta Corte israeliana che autorizza definitivamente l'esercito israeliano alla sua totale evacuazione. La decisione causerà lo sfollamento da quest’area di più di 1.300 palestinesi: una delle più grandi espulsioni effettuate da Israele dal 1967.

Da quasi vent'anni Operazione Colomba è presente nell’area con l'obiettivo di proteggere la popolazione civile palestinese dalle violenze di questi coloni, accompagnando i pastori e i contadini palestinesi nelle loro attività quotidiane, monitorando le violazioni dei diritti umani causate dall’occupazione israeliana e sostenendo la resistenza nonviolenta della comunità locale palestinese. “A pochi giorni dalla visita ufficiale in Italia del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu – ammoniva inutilmente Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità di don Benzi, dopo quest’ultima aggressione - chiediamo alle autorità italiane di intraprendere tutte le azioni possibili per porre fine alla violenza dei coloni israeliani, bloccare l'espansione degli insediamenti in Palestina e lavorare per una pace giusta e duratura”. Nel frattempo, i coloni hanno continuato con le loro incursioni armate nei luoghi santi cristiani e musulmani di Gerusalemme, prendendo di mira prima la Chiesa di tutte le Nazioni, posta ai piedi del Monte degli Ulivi in quello che la tradizione riconosce come il Getsemani; e poi, come sempre accade durante il mese sacro del Ramadan, i fedeli raccolti in preghiera presso la Moschea Al-Aqsa.

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