Egitto - Inaugurato il Grand Egyptian Museum
- 2 nov 2025
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Assadakah Cairo - Un evento spettacolare, tra giochi di luce, fuochi d’artificio e performance di attori, ballerini, cantanti e musicisti, ha celebrato l’inaugurazione del Grand Egyptian Museum (GEM), il nuovo simbolo culturale del Cairo e dell’intero Egitto. Alla cerimonia, durata diverse ore, hanno partecipato il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi e oltre quaranta tra sovrani, capi di Stato e di governo provenienti da tutto il mondo.

Con i suoi 500mila metri quadrati, il Grand Egyptian Museum diventa ufficialmente il museo più grande del mondo, superando il Louvre di Parigi, pur essendo dedicato a una sola civiltà. Ospita più di 100 mila reperti dell’Antico Egitto, tra cui il celebre tesoro di Tutankhamon, finalmente riunito dopo decenni di dispersione tra Il Cairo e Luxor. L’apertura del GEM rappresenta una straordinaria vetrina per la cultura egiziana e un potente strumento di rilancio del turismo, settore chiave dell’economia nazionale.
Secondo le stime del governo, entro la fine dell’anno l’Egitto accoglierà 18 milioni di visitatori, di cui circa 5 milioni solo per il nuovo museo. L’area tra il Grand Museum e le Piramidi di Giza, distanti appena due chilometri, è stata trasformata in una suggestiva passeggiata arricchita da pedane luminose e installazioni artistiche, pensate per un pubblico internazionale. Un approccio diverso rispetto alla cerimonia solenne della “sfilata delle mummie” del 2021, ma altrettanto spettacolare.

Alla cerimonia ha partecipato per l’Italia il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha definito il museo «uno scrigno che esalta la magnificenza della civiltà egizia e il suo fascino senza tempo». Presente anche Matteo Renzi, invitato per le sue relazioni con il mondo arabo. Il progetto del Grand Egyptian Museum, iniziato nel 2002 sotto Hosni Mubarak, è stato completato dopo vent’anni segnati da crisi politiche, guerre e pandemia. Oggi, il governo egiziano celebra un’opera ambiziosa che vuole essere un ponte tra i popoli, unendo cultura, pace e sviluppo. Il Giappone, partner strategico del progetto, ha contribuito con un investimento di oltre 760 milioni di dollari attraverso l’Agenzia per la cooperazione internazionale (JICA). All’inaugurazione erano presenti anche delegazioni di Libano, Kenya, Azerbaigian, Cipro, Armenia, Bahrein, Libia e Palestina. Il museo aprirà ufficialmente le porte al pubblico lunedì 4 novembre, offrendo non solo un’esposizione senza precedenti, ma anche laboratori di restauro, centri di ricerca e spazi educativi dedicati a studiosi e appassionati di tutto il mondo.







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