Libano: Magg. Gen. Choucair l'esercito stabilisce la sicurezza nel Sud.
- 13 ore fa
- Tempo di lettura: 5 min
Talal Khrais

Il Maggiore Generale Hassan Choucair, attuale Direttore Generale della Sicurezza Generale del Libano, ha affermato che l'esercito sta compiendo sforzi enormi nel Libano meridionale, evidenziando i risultati positivi raggiunti, prospettando un ritorno dignitoso e sicuro per i fratelli siriani, per l’anno appena iniziato.
Nell’intervista rilasciata alla rivista "General Security", il Maggiore Generale Hassan Choucair, ha dichiarato che "La visita di Papa Leone XIV in Libano, è stata un successo sotto tutti gli aspetti: sia organizzativi che di sicurezza, e rappresenta un punto luminoso nel bilancio del mandato presidenziale, dimostrando al mondo intero che il Libano è un messaggio d'amore per tutti i suoi figli".
Riguardo al dossier dei rifugiati siriani, ha messo in risalto che "L'obiettivo è raggiungere un ritorno dignitoso e sicuro nel loro Paese entro il 2026, attraverso mezzi volontari, e garantire tutti i requisiti per un ritorno protetto e dignitoso".
Il Direttore Generale della Sicurezza Generale del Libano, non ha tralasciato di sottolineare che "L'obiettivo primario della Sicurezza Generale, in collaborazione con le altre forze militari e di sicurezza, sotto l'egida dell'Esercito libanese, che sta compiendo uno sforzo enorme nel settore del Litani meridionale, ha ottenuto buoni risultati, ed è quello di far uscire il Libano da questa fase con dignità, grazie alla volontà del popolo e alla sua autorità politica".
Ha rilevato che "Gran parte di quanto pianificato dieci mesi fa, in termini di personale, equipaggiamento e trasformazione digitale è stato realizzato, con l'obiettivo di completarlo nel nuovo anno".
È stato chiesto al Maggiore Generale Hassan Choucair se avesse effettuato visite all'estero: a Roma, in Iraq, nei Paesi del Golfo, in Siria.
In quale contesto colloca queste visite?
E ancora: quali sono stati i principali argomenti discussi?

La risposta del Maggiore: “La visita a Roma aveva lo scopo di coordinare l’incontro con il Papa per garantirne il successo. Abbiamo conosciuto il Capo dell'intelligence italiana, il Generale Giovanni Caravelli, e il Capo dell'intelligence vaticana, per definire il piano riguardo i potenziali rischi della visita, e le preoccupazioni. È stata sottolineata la parola 'potenziale' perché sappiamo che il Papa non ha nemici, è un amante della pace e un messaggero d'amore. Questa visita è stata fruttuosa perché è stata seguita da una delegazione di sicurezza del Vaticano, con la quale abbiamo coordinato. Tuttavia, come responsabili della sicurezza, non possiamo ignorare queste inquietudini perché ci sono sempre coloro – che Dio li guidi – che non accettano gli altri”.
L’incontro è stato un successo sotto tutti gli aspetti: dalla sicurezza all’organizzazione. “Considero un punto luminoso nel bilancio del mandato di Sua Eccellenza il Presidente, e ha dimostrato al mondo intero che il Libano è un messaggio d'amore per tutto il suo popolo. Ogni cittadino partecipante è stato responsabile, ogni soldato è stato responsabile, e ogni funzionario presente è stato anch'esso responsabile”.
Inoltre, la visita è terminata con l’incontro con Sua Santità, il Papa, “Una visita che considero un momento meraviglioso della mia vita e di mia moglie, dopo che Sua Santità ci ha gentilmente ricevuto nella sua residenza privata, a Roma, che considero uno dei capitoli più belli della mia vita e di quella della mia famiglia. Abbiamo anche partecipato, insieme a Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica, alla Messa solenne per la canonizzazione di sette Santi, provenienti da tutto il mondo, tra cui San Maloyan, del Libano, considero anche quello un momento luminoso della mia vita personale. Quindi, la visita ha avuto un aspetto pratico positivo, ma anche un aspetto personale che considero un prezioso contributo alla mia vita”.
Per quanto riguarda gli altri viaggi, è stato risposto che conosce l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l'Iraq e l'Egitto, e i “Nostri fratelli egiziani ci hanno fatto visita in merito all'iniziativa egiziana”.
I viaggi effettuati in ogni Paese avevano uno scopo specifico, ma l'obiettivo era quello di scambiarsi idee e informazioni, al fine di proteggere la sicurezza del Libano e di inserirsi in un sistema di sicurezza arabo in cui il Libano partecipa attivamente per proteggere le società arabe, soprattutto perché “Noi, come Paesi e società arabe, siamo uniti dalla geografia e dalla storia, ma allo stesso tempo, purtroppo, siamo uniti da diverse minacce, che provengano dalle ambizioni del nemico israeliano, dal terrorismo che ha iniziato a manifestarsi in diverse zone, dal traffico di esseri umani, dalla droga o dal riciclaggio di denaro”.
Ha inoltre affermato: "Tutte queste problematiche sono state discusse, sono state scambiate idee e sono stati istituiti meccanismi per lavorare su questo tema. Ciò che spero è di raggiungere un sistema arabo comune, e quindi lo scopo di queste visite è rimanere informati e partecipare agli eventi. Condivido queste informazioni con l'autorità politica, guidata da Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica Libanese”. La visita in Iraq è stata proficua per il Maggiore, infatti il Paese è sempre generoso con il petrolio, di “Cui abbiamo beneficiato negli ultimi quattro anni, eppure non siamo ancora riusciti a iniziare a pagare le quote. Dalla recente visita in Iraq ho capito che c'è una tendenza all'interno del Governo iracheno ad aiutare il Libano, rilasciandone una parte, e questo sarà presto attuato attraverso una visita di una delegazione irachena in Libano, per incontrare i tre Presidenti e istituire questo meccanismo”.
È stato chiesto: come potrebbe evolversi la questione dei rifugiati siriani all'inizio del 2026?
Come valuta i progressi del piano elaborato finora dal Governo in coordinamento con le organizzazioni delle Nazioni Unite?
E quale è il ruolo della Sicurezza Generale nella sua attuazione?".
La risposta: "Siamo stati la base per la preparazione del piano e la punta di diamante per la sua attuazione. Organizziamo da due a quattro viaggi di rimpatrio volontario al mese, in coordinamento con l'UNHCR, l'OIM, le Nazioni Unite e le sue agenzie. Ci coordiniamo anche con i nostri fratelli e sorelle siriani. Il numero di rimpatriati finora, tramite rimpatrio volontario o tramite il memorandum, in cui abbiamo concesso esenzioni per il rimpatrio, ha superato le 400.000 unità. Abbiamo emesso un memorandum che rinnova queste esenzioni fino al 31 marzo 2026, prevedendo tasse, multe e misure amministrative contro i trasgressori, e consentendo loro di tornare legalmente in Libano, Paese che ha bisogno di manodopera siriana. Continueremo, il nostro obiettivo è garantire un ritorno dignitoso e sicuro per i nostri fratelli e sorelle siriani nel loro Paese entro il 2026, in modo volontario, e forniremo loro tutto il necessario per un ritorno sicuro e dignitoso”.
Rispondendo ad un’altra domanda, ha dichiarato: "Quando ho assunto il comando della Sicurezza Generale nel marzo 2025, ho delineato il mio programma nel mio discorso inaugurale, e tra gli obiettivi c'era la trasformazione digitale. Infatti, il Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto che approvava il progetto di trasformazione digitale all'interno della Sicurezza Generale e l'istituzione di una piattaforma digitale per fornire servizi al popolo libanese. Abbiamo coperto il costo di questa piattaforma, che ammonta a circa 3 milioni di dollari, tramite sovvenzioni, e non è costata un solo dollaro allo Stato libanese. PRO IT, in collaborazione con Thales, ha iniziato a sviluppare il software. Speravamo che la piattaforma sarebbe stata lanciata nel primo mese del 2026, ma il decreto è stato emesso due settimane fa. L'azienda si è impegnata con noi."








Commenti