Italia-Egitto - Un impegno premiato al Terzo Forum Italo-Egiziano
- 31 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 1 ago 2025

Chiara Cavalieri (presidente Associazione Eridanus) - Nonostante il dolore per un incomprensibile silenzio sulla situazione in Medio Oriente, il 25 gennaio 2025, ho ricevuto a sorpresa un premio al merito nell’ambito del Terzo Forum Italo-Egiziano, un evento promosso con sensibilità e lungimiranza dall’associazione Assadaka e dal giornalista di “Gusur”, Mohamed Yossef, sempre attento ai legami profondi che uniscono l’Italia e l’Egitto. Il riconoscimento mi è stato conferito per il mio impegno costante nel promuovere la diplomazia culturale tra i due Paesi, attraverso attività editoriali, incontri istituzionali, progetti internazionali e una fitta rete di collaborazione tra media, artisti, rappresentanti della cultura italiani ed egiziani.
Un lavoro che viene da lontano
L’Associazione Eridanus, che ho l’onore di presiedere, è da anni impegnata a favorire il dialogo tra culture e a costruire ponti dove troppo spesso si alzano muri. Lavoriamo in silenzio, con passione e tenacia. Abbiamo proposto numerosi progetti culturali con l’Egitto, non tutti accolti, e in alcuni casi nemmeno ascoltati.
Il riconoscimento che arriva da chi crede nel dialogo
Il premio ricevuto grazie ad Assadakah e Gusur non rappresenta solo un momento personale di gioia, ma soprattutto un segnale forte di fiducia nel valore della società civile e della diplomazia culturale. Il fatto che sia stato consegnato durante una cerimonia partecipata da studiosi, artisti, giornalisti e rappresentanti di entrambe le comunità rafforza il senso di questo gesto: la cultura può e deve unire.
Il silenzio che fa male
Proprio per questo, non posso tacere un’amarezza profonda. Nonostante gli sforzi sinceri e continui, non ho mai ricevuto risposta dall’Accademia d’Egitto in Italia – né in relazione ai progetti proposti, né ai numerosi inviti a collaborare.
Ho dedicato diversi articoli alla dott.ssa Rania Heya, attuale direttrice dell’Accademia, sia sulla stampa italiana che egiziana, sottolineandone con rispetto e stima la figura e il ruolo. Eppure l'atteggiamento di alcuni rappresentanti delle istituzioni, appariva distante, se non freddo.
Non ho mai compreso le ragioni di questa chiusura. Il mio lavoro è pubblico, trasparente, basato su valori di dialogo, rispetto, amore per l’Egitto.
Un riconoscimento che non cancella la delusione, ma rafforza la vocazione
È paradossale, e forse persino simbolico, che a riconoscere i miei sforzi sia stato un giornalista egiziano e un’associazione araba indipendente, cosi' come tanti cittadini egiziani, mentre proprio l’Istituzione culturale ufficiale del Paese che amo e promuovo con tanto impegno, resta muta e distante.
Questo non cancella, anzi rafforza la mia determinazione: continuerò a lavorare con onestà e passione, offrendo spazi di dialogo reale, cercando ogni giorno nuovi modi per unire le due sponde del Mediterraneo.
Con gratitudine
Desidero ringraziare pubblicamente chi ha creduto in me e nella missione dell’Associazione Eridanus. Questo premio non è un traguardo, ma un nuovo inizio, per continuare a servire la cultura, il rispetto tra popoli e quella diplomazia dei cuori che spesso sa andare più lontano di ogni dichiarazione ufficiale.







Commenti