Libano-Italia: conclusa la mostra "La città in scena”
- 22 ott 2025
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Talal Khrais - Assadakah
Paola Angelini (Assadakah News)

L'Ambasciata d'Italia in Libano e l'Istituto Italiano di Cultura di Beirut hanno inaugurato il 18 settembre la mostra “Citta' in Scena. Rigenerazione urbana: la via italiana per un futuro sostenibile”, iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e realizzata da ANCE, Associazione Mecenate 90 ETS e Fondazione Musica per Roma.
Rigenerare non significa solo costruire, ma trasformare: collegare memoria e innovazione, spazio e comunità. In Italia e in Libano, la rigenerazione rappresenta la leva di tenuta sociale e sviluppo sostenibile.
La mostra di Beirut, ha visto la partecipazione di più di 130 studi italiani, inaugurando un dialogo operativo su partenariati pubblico-privati, finanza sostenibile, riutilizzo adattivo del patrimonio, mobilità e servizi di prossimità.
La Fabbrica Abroyan ha avuto il suo ruolo ospitando i pannelli e i materiali che raccontano le storie di rigenerazione dell'Italia.
Al Cinema Royal una serie di incontri pubblici ideati come laboratori politici aperti, per favorire, in futuro, un dialogo tra le istituzioni, le imprese, le università e la società civile, con l'obiettivo di tradurre le idee in proposte concrete.
L'iniziativa ha mostrato più di cento esperienze italiane recenti di “rigenerazione urbana”, trasformando, una manifestazione culturale, in un programma di lavoro dove condividere strumenti ripetibili di politiche pubbliche, modelli di conduzione, soluzioni finanziarie e approcci progettuali.
La fase cruciale per il Libano, con al centro il dibattito sulla ricostruzione e il ruolo degli spazi pubblici, inclusione e opportunità economiche, l'Italia ha mobilitato l'intero sistema Paese: Ambasciata, Aics, Istituto italiano di cultura, Ice e partner pubblici e privati, per un confronto concreto e orientato ai risultati.
La rigenerazione è un tema politico e tecnico perché permette di ripristinare spazi alla collettività, garantisce accesso e qualità della vita, qualifica le economie locali, costruire collaborazioni capaci di prendersi cura dei luoghi. L'Italia continuerà a contribuire con risorse, infatti, sono stati stanziati 50 milioni di euro per iniziative legate alla crisi nelle aree colpite con modelli operativi adatti al contesto libanese.
Molti i temi trattati durante l’edizione: rigenerazione civica e interventi leggeri per migliorare lo spazio pubblico, mobilità di prossimità e servizi di quartiere con proposte applicabili a Beirut; la presentazione del progetto "Requalification of the Old Mar Mikhail Train Station", iniziativa di Cooperazione italiana implementata con Un-Habitat e Unesco, in collaborazione con la Direzione generale delle antichità (Ministero della Cultura) e la Direzione generale delle ferrovie (Ministero dei Lavori pubblici e dei trasporti), l'idea ha illustrato obiettivi, fasi e futuri utilizzi del sito come risorsa civica.
Il Ministro dell'Economia libanese, Amer Bisat ha detto che “Il paese sta voltando pagina verso la crescita dopo anni di crisi, ma ha chiesto maggiori riforme. Il Libano prevede una crescita del 5% quest'anno, la più alta dal 2011, partecipando alle riunioni autunnali del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale”. A giugno la Banca Mondiale ha stimato una crescita del PIL corretto per l'inflazione del 4,7% per il 2025. "Siamo felici che finalmente, dopo anni e anni di mancata crescita, stiamo vedendo una certa crescita, ma questo non è il tipo di crescita sostenibile che vogliamo", ha detto Bisat al think tank Atlantic Council, a margine degli incontri annuali. Ha fatto, inoltre, riferimento alla decisione del governo centrale libanese, da tempo fragile, di procedere al disarmo di Hezbollah, sotto la pressione degli Stati Uniti, dopo che Israele ha effettuato un'importante operazione militare contro il movimento militante sciita, sostenuto dalla Repubblica islamica dell'Iran.
Per il Ministro Bisat il Libano è stato un "Paese in cui la sovranità dello Stato è diventata discutibile" e che uno Stato più forte dovrebbe aumentare la fiducia per le imprese. Sono state chieste una serie di riforme, tra cui il riorientamento della spesa pubblica, verso i servizi, le infrastrutture, la riforma del servizio pubblico, e i dipendenti più anziani sono "Incredibilmente mal pagati".
Il Libano ha avuto uno scambio con il Fondo monetario Internazionale (FMI), che il mese scorso ha elogiato le decisioni fiscali e monetarie del Paese, ma ha chiesto "un approccio più ambizioso" alla pressione di bilancio, esprimendo preoccupazione per un ritiro delle tasse sul carburante. Il Ministro Bisat ha insistito: "Nessuno ci imporrà alcuna condizione, stiamo facendo ciò che è bene per noi […]. Il Libano non sta istituendo riforme per compiacere il FMI”. Ha indicato che ci saranno elezioni per l'inizio del prossimo anno: "Questo rende sempre la politica più difficile".







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