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Marocco - Re Mohammed VI: "Sostegno a popolo palestinese"


Assadakah News - Nel suo Discorso al 33° Vertice della Lega degli Stati Arabi, tenutosi giovedì 16 maggio a Manama, nel Regno del Bahrein, il Re Mohammed VI del Marocco ha ribadito il suo fermo sostegno al popolo palestinese affinché riacquisti i suoi diritti legittimi e stabilisca suo Stato indipendente e sovrano e ha affermato che il futuro della Nazione araba dipende dalla concezione di una visione strategica comune e da una sincera volontà politica, di consolidare la sua unità.

“Riaffermiamo il Nostro sostegno costante al popolo palestinese fratello affinché recuperi i suoi legittimi diritti e stabilisca il suo Stato indipendente e sovrano, sui confini del 4 giugno 1967, con Al-Quds-Est come capitale, sulla base della soluzione dei due Stati”, ha affermato il Re nel suo Discorso, letto dal Capo del governo, Aziz Akhannouch. Il Sovrano ha inoltre insistito sulla necessità di mantenere la Causa Palestinese al centro di ogni azione volta a instaurare una pace giusta e duratura in Medio Oriente.

Di fronte all’aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza, il Re ha denunciato le gravi violazioni dei diritti internazionale e umanitario, condannando fermamente l’uccisione di innocenti e ha criticato i tentativi di sfollare i palestinesi e di imporre nuove realtà sul terreno, che esacerbano la violenza e l’instabilità.

Inoltre, re Mohammed VI ha ricordato che la Striscia di Gaza è parte integrante dei territori palestinesi e dello Stato palestinese unificato, sottolineando l’importanza di fornire aiuti umanitari in modo rapido e sostenibile ai palestinesi di Gaza e di rafforzare la protezione dei civili disarmati.

In qualità di Presidente del Comitato Al-Quds Gerusalemme, il Re Mohammed VI ha ribadito il suo impegno a preservare lo status giuridico e il carattere storico della Città Santa, in coordinamento con Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina. Ha inoltre evidenziato gli sforzi dell’agenzia Bayt Mal Al-Quds per salvaguardare l’identità culturale della città e migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti. Il Sovrano ha espresso, in questo titolo, il desiderio di proseguire, grazie al lavoro svolto sul campo dall’Agenzia Bayt Mal Al-Quds, braccio esecutivo del Comitato Al-Quds, l’attuazione di programmi e progetti concreti volti a salvaguardare l’identità culturale della Città Santa e migliorare la situazione sociale e le condizioni di vita della popolazione Makdessi per aiutarla a resistere e mantenere la propria presenza nella Città Santa.

L’avvenire della Nazione araba resta tributaria dalla capacità di elaborare una visione strategica comune, sostenuta da una sincera volontà politica, per consolidare la sua unità e serrare i suoi ranghi, al servizio degli interessi comuni dei nostri popoli, ed in maniera di concretizzare le loro aspirazioni ad una maggiore comprensione, interazione e complementarità tra le loro diverse componenti, ha sottolineato il Sovrano.

Deplorando che le complementarità economica e l’integrazione tra i paesi della Lega Araba rimangano al di sotto delle aspettative dei paesi membri, anche se questi Stati hanno tutti i mezzi per realizzarla, il Re ha sottolineato che questo stato di fatto non è una fatalità e che sia opportuno adottare un approccio realistico che creda nell’idea di costruire un progetto comune. Un approccio che rispetti anche i principi del buon vicinato, la sovranità nazionale e l’integrità territoriale dei paesi, ha proseguito il Sovrano nel suo discorso, sottolineando che è anche importante guardarsi da qualsiasi ingerenza nei loro affari e astenersi dall’alimentare desideri di divisione e di separatismo.

Il Re, ancora una volta, ha deplorato il fatto che l’Unione del Maghreb Arabo (UMA) non adempie suo ruolo naturale a sostegno dello sviluppo comune degli Stati del Maghreb, garantendo, in particolare, la libera circolazione delle persone, dei capitali, beni e servizi tra i suoi cinque paesi membri, (Marocco, Mauritania, Libia, Tunisia ed Algeria).

Le risorse umane devono beneficiare di una particolare attenzione, in primo luogo, ai giovani arabi è opportuno aprire migliori prospettive di qualificazione ed evoluzione, in particolare mettendo a loro disposizione moderni strumenti e supporti pedagogici e formativi. È opportuno creare, a beneficio di questi giovani, maggiori opportunità di lavoro in diversi settori per favorire la loro partecipazione alla vita politica e la loro integrazione socioeconomica, ha affermato il Re, sottolineando che il fatto di modellare e formare giovani consapevoli e responsabili, la vera ricchezza degli Stati arabi, è il modo migliore per consolidare la loro posizione, per consentire loro di affrontare le sfide decisive in modo che possano infine affermarsi come attori influenti nel loro ambiente regionale e internazionale.

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