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Qatar - Vertice Arabo-Islamico a Doha

  • 15 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Roberto Roggero* - E’ in corso in queste ore il Vertice Arabo-Islamico di Doha, in Qatar, convocato in seguito al proditorio attacco israeliano che, oltre alla morte di cinque figure di riferimento di Hamas riuniti per discutere i negoziati in corso, ha ucciso oltre 30 persone.

All’evento, oltre alle delegazioni dei Paesi arabi, anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio (proveniente da Tel Aviv), il presidente turco Erdogan (accompagnato dal capo dell’intelligence, dal primo consigliere per la politica estera e la sicurezza, dal capo della comunicazione e dal vicepresidente del Partito Giustizia e Sviluppo); il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Masoud Pezeshkian; il primo ministro iracheno Mohammed Shiah; il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoubd Abbas; il primo ministro della Malesia, Anwar Ibrahim; e il presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud; il presidente del Consiglio Presidenziale Libico, Mohamed al Menfi; il presidente ad interim della Siria, Ahmad Al-Sharaa; il presidente del governo riconosciuto del Sudan, generale Abdel Fatta Al-Buhran; il primo ministro iracheno Mohammed Shia Al-Sudani; il presidente del Libano , Joseph Aoun; il re di Giordania, Abdallah II; il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, e molti altri.

Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, primo ministro e ministro degli Esteri dell'Emirato del Qatar
Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, primo ministro e ministro degli Esteri dell'Emirato del Qatar

E’ naturalmente attesa la dichiarazione finale, che comprenderà la unanime condanna dell’operazione israeliana “Vertice di Fuoco”, che ha suscitato dure reazioni in tutto il mondo, arabo e non solo, anche da parte di governi alleati, ovvero Stati Uniti e firmatari degli Accordi di Abramo.

Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, ha esortato la comunità internazionale a rifiutare i “doppi standard” e a ritenere Israele responsabile delle sue azioni, aggiungendo che la “guerra di sterminio” di Israele a Gaza non avrà successo. Il ministro Al-Thani ha dichiarato: “Ciò che incoraggia Israele a continuare è il silenzio, l’incapacità della comunità internazionale di ritenerlo responsabile E’ assolutamente prioritario punire Israele per tutti i crimini commessi, e per avere preso di mira numerosi Paesi islamici, tra cui Qatar, Libano, Iraq, Siria, Iran e Yemen. Agisce senza limiti e, purtroppo, gli Stati Uniti e i Paesi europei continuano a sostenere tali azioni”.

Secondo le informazioni pervenute da Doha, la bozza di risoluzione concordata ieri durante una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi arabi e musulmani in vista del vertice arabo-islamico in corso, prevede la decisa e assoluta condanna per la continuazione degli atti ostili da parte di Israele, fra cui genocidio, pulizia etnica, carestia, assedio, attività colonizzatrici e politiche di espansione, che minacciano le prospettive di pace e coesistenza nella regione.

La bozza di risoluzione respinge fermamente la possibilità che Israele possa colpire nuovamente il Qatar o qualsiasi altro Paese arabo o musulmano, descrivendo le minacce come pericolose provocazioni.

Il documento concordato sollecita la comunità internazionale a condannare le azioni di Israele e ad adottare misure decise, drastiche e concrete, specialmente perché il Qatar è il paese che riveste il fondamentale ruolo di mediatore chiave per garantire un cessate il fuoco a Gaza, porre fine alla guerra e liberare gli ostaggi, e l’iniziativa israeliana è da interpretare come grave escalation e attacco agli sforzi diplomatici per la pace. Lo stesso primo ministro del Qatar ha definito l’attacco israeliano “un vero e proprio terrorismo di Stato”.

Da Washington, il presidente Trump ha garantito il sostegno al Qatar, definito “Paese alleato, che si trova proprio nel mezzo di tutto”, dichiarazione che non stupisce, dal momento che gli Stati Uniti hanno in Qatar la base più grande e importante dell'Intera Regione.

Non sono ancora chiari i riscolti e le conseguenze che questo importante vertice avrà sul terreno, ma non pochi analisti reputano che può portare alle prime vere risposte concrete nei confronti delle continue violazioni israeliane a danno dei diversi Paesi aggrediti proditoriamente.

Il presidente iraniano Pezeshkian ha invitat tutti i Paesi musulmano a interrompere ogni legame con Tel Aviv, che ha definito "regime fasullo", seguendo la condanna già pronunciata dal Consiglio di SIcurezza dell'ONU.

In effetti, solo con decise sanzioni, che isolalerebbero Israele dalle forniture di armamenti (l'Italia è il terzo Paese in graduatoria mondiale che fornisce materiale bellico) si isolerebbe lo Stato ebraico costringendolo a cessare le aggressioni.

(*Direttore responsabile Assadakah News)

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