Ricevimento in onore del Patriarca Al- Rai all'Ambasciata del Libano.
- 22 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Talal Khrais

La residenza dell'Ambasciata del Libano era gremita da molti membri della comunità libanese in Italia, giunti da varie città italiane, per partecipare al ricevimento in onore del Cardinale Patriarca Mar Bechara Boutros Al-Rai, Patriarca Maronita di Antiochia e di tutto l'Oriente.
Il ricevimento voluto dall'Ambasciatrice del Libano a Roma, Carla Jazzar, e dall'Ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, Fadi Assaf per onorare il Cardinale libanese.
L'evento si è svolto nell'ambito della visita della delegazione religiosa e ufficiale a Roma, a margine della canonizzazione del Vescovo martire Maloyan, del popolo Libanese e di quello Armeno.
I nuovi Ambasciatori in Italia hanno ritenuto che questa occasione fosse adatta per incontrare i membri della comunità libanese nella "casa libanese universale", come l'ha definita l'Ambasciatore libanese, un'opportunità per affermare che l'Ambasciata libanese è la casa che accoglie la diaspora libanese.
Ed è esattamente ciò che è accaduto.
Presenze illustri che hanno partecipato con calore e parole unanimi: il Patriarca Mar, Ignace Youssif III Younan Patriarca della Chiesa Siro-Cattolica, il Patriarca Raphael Bedros XXI Minassian, Catholicos Patriarca della Chiesa armena cattolica di Cilicia, il Patriarca libanese Mar Bechara Boutros Al-Rai, Patriarca maronita di Antiochia e di tutto l'Oriente.
Partecipazione notevole quella dell'Ambasciatore del Regno Hashemita di Giordania, Qais Abu Dayya, che ha dichiarato al corrispondente della National News Agency: "Ho voluto essere presente a questo incontro per esprimere il mio apprezzamento ai membri della comunità libanese, per i quali nutro il massimo rispetto per il ruolo positivo che svolgono nella società italiana".

All'incontro hanno partecipato Consoli onorari delle principali città italiane, rappresentanti di associazioni e un gruppo di Sacerdoti e Padri di diversi ordini religiosi.
L'Ambasciatrice del Libano in Italia, Carla Jazzar, ha pronunciato un discorso di benvenuto a Sua Beatitudine, il Patriarca e al Clero. Ha inoltre accolto i membri della comunità libanese e alcuni rappresentanti italiani che hanno voluto condividere questa gioia con la comunità libanese, sottolineando che: "Questo incontro unisce la Chiesa e la patria, la fede e l'appartenenza, il Libano, sia residente che della diaspora […]. La vostra presenza tra noi, Beatitudini, è una benedizione e un messaggio di speranza, a conferma che il Libano, nonostante tutte le difficoltà, rimane vivo nella sua missione e nei suoi figli, radicati nella fede e nell'amore”.

Il Patriarca Mar Bechara Boutros Al Rai ha ringraziato il nuovo Ambasciatore libanese per questo meraviglioso incontro, che riunisce tutti i membri della comunità libanese. Ha considerato questo passo un buon inizio per i nuovi Ambasciatori.
Nel suo discorso, il Patriarca Al-Rahi ha salutato "La comunità libanese in Italia, di cui siamo orgogliosi", sottolineando che "il Signore ci parla sempre, e in questi giorni ci parla attraverso Sant'Ignazio Maloyan". Ha anche menzionato Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica, il Generale Joseph Aoun, ringraziandolo "per tutto ciò che sta facendo per il Libano e per la sua partecipazione alla cerimonia di canonizzazione", augurandogli successo.
Sua Beatitudine ha concluso il suo discorso sottolineando che: "Siamo tutti uno e lavoriamo tutti per servire il Libano, la sua ricostruzione, la pace, la comprensione e i negoziati diplomatici e politici". Il Patriarca Al-Rahi ha sottolineato l'importanza del ruolo della diaspora, affermando che non può limitarsi ai libanesi espatriati che chiedono loro di aiutare il loro Paese, negando loro il diritto di scegliere le proprie 128 identità.
Il Patriarca Mar Ignace Youssif III Younan, Patriarca della Chiesa siro-cattolica di Antiochia, ha accolto la presenza dell'Ambasciatrice del Libano in Italia, Carla Jazzar, e dell'Ambasciatore del Libano in Vaticano, Fadi Assaf, insieme al personale di entrambe le Ambasciate. Ha ringraziato sia l'Ambasciatore del Libano in Italia, sia l'Ambasciatore del Libano presso la Santa Sede per questo invito, considerando che "il Libano è presente qui stasera a Roma, poiché ci troviamo di fronte a una comunità aperta e attiva che porta il nome, la civiltà e il messaggio del Libano". Sua Beatitudine ha ricordato ai presenti che Sant'Ignazio Maloyan fu martirizzato 110 anni fa, nel 1915, subito dopo la sua ordinazione episcopale a Mardin, una città situata nella Turchia sud-orientale.

La mia famiglia e quella di Sua Beatitudine il Patriarca Minassian, fuggito da Mardin dopo il martirio del Vescovo Maloyan, provengono da quella città.
Sua Beatitudine ha concluso il suo discorso dicendo: "Voi portate il nome del Libano […]. Siate sempre orgogliosi del Libano, del vostro amore reciproco, della vostra vera convivenza, non solo formale, e anche della testimonianza che il Libano rimarrà il Paese della civiltà e la perla del Medio Oriente. Grazie di cuore a tutti voi, e un ringraziamento speciale anche ai nostri amici italiani".
Anche il Patriarca Raphael Bedros XXI Minassian, Catholicos della Chiesa Armena Cattolica di Cilicia, ha ringraziato gli ambasciatori libanesi e ha considerato questo un traguardo che si aggiunge al momento storico della Chiesa Armena Cattolica. Domenica scorsa è stata annunciata la canonizzazione del Beato Martire Ignazio Maloyan.
Il nome di Mardin torna a riemergere non solo come città ispiratrice, ma come icona vivente di una testimonianza messa alla prova dal sacrificio e dalla costanza, da cui la Chiesa è uscita più forte e più santa.
"Questa canonizzazione non è solo un evento storico, ma anche un omaggio alla memoria di un intero popolo e una consolazione per una Chiesa che continua ancora oggi a esprimersi sulla Via Dolorosa", ha affermato il Patriarca Minassian.







Commenti