Sudan - Situazione sempre più tragica 2/4
- 13 mar 2025
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Assadakah News - A fine febbraio i team di MSF hanno dovuto sospendere le attività nel campo per sfollati di Zamzam, nel Nord Darfur, a causa dell'intensificarsi degli attacchi. Dove l'estate scorsa è stata dichiarata la carestia, oggi 500 mila persone sono "senza assistenza umanitaria necessaria", ha constatato Bertotto, parlando di un "drammatico fallimento della comunità internazionale di fronte a ciò che sta avvenendo" in tutto il Sudan. In videocollegamento da Strasburgo, l'eurodeputato Marco Tarquinio ha ricordato come il Parlamento europeo si pronuncerà a breve "partendo dagli stupri di guerra su donne e minori" e ha sottolineato come anche la crisi in Sudan sia il frutto di un mondo "che stiamo inzeppando di armi".

L'ex direttore di "Avvenire" ha richiamato quanto riportato dal quotidiano statunitense "The Washington Post", secondo cui l'industria della difesa turca avrebbe costruito relazioni con entrambe le parti del conflitto in Sudan, inviando armi nel Paese africano in violazione alle sanzioni Usa e Ue. In questo momento tutti i belligeranti "trovano finanziamenti" attraverso lo sfruttamento e il commercio illegale dell'oro, "che si usa per comprare le armi: questo conflitto sta arricchendo altri. Sono ben conosciute e documentate le rotte dei traffici", gli ha fatto eco padre Jorge Naranjo, direttore del Collegio comboniano di scienza e tecnologia, collegato da Port Sudan. Il missionario ha richiamato al contempo l'attenzione sull'emergenza educativa: "Dieci milioni di bambini sono rimasti senza scuola e l'87 per cento degli studenti universitari ha dovuto lasciare gli atenei, resi inaccessibili dal conflitto". In tale ottica i comboniani, costretti dalle violenze a lasciare Khartum, hanno "riaperto" la loro realtà universitaria a Port Sudan con una piattaforma online.
Continua a essere al centro dei combattimenti anche Nyala, nel sud Darfur, dove quotidianamente si registrano attacchi aerei. Qui dopo mesi Emergency ha riavviato l’attività ambulatoriale del Centro pediatrico, ridotta nei mesi scorsi a seguito del saccheggio subito nell’ottobre 2023. "Dopo che la clinica era stata saccheggiata dalle forze paramilitari, lo staff arrestato, e poi rilasciato, - ha riferito Laura Ena, coordinatrice medica del Centro pediatrico di Emergency a Nyala - i nostri colleghi sudanesi hanno lavorato per riallestire il centro e riavviare le attività.
Oggi, dopo più di un anno finalmente siamo riusciti a ripartire con le attività pediatriche ambulatoriali. I bisogni della popolazione pediatrica in questa città, vessata da continui attacchi aerei che non si sono mai fermati durante questi anni di guerra, sono ancora tantissimi. Abbiamo visto aumentare il numero di malnutriti nella fascia di età 5-14 anni e di anemici: entrambe le patologie sono strettamente legate al regime alimentare. Qui si fa fatica a mangiare, tutto costa molto e la città è praticamente spettrale, non esiste più alcun servizio".







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