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2022 anno della Palestina?

Roberto Roggero - Nel 2021 le forze di sicurezza israeliane hanno ucciso 357 palestinesi, quasi uno al giorno, secondo i dati ufficiali: 100 in Cisgiordania e 257 a Gaza. Tra le vittime, 286 sono state uccise a maggio durante l’aggressione israeliana a Gaza, secondo il rapporto. L’Assemblea Nazionale per le Famiglie dei martiri della Palestina ha pubblicato un rapporto che mostra che circa il 19% delle persone uccise sono donne, che è la cifra più alta nella storia degli atti di violazione dell’amministrazione israeliana dopo la sua occupazione della terra palestinese nel 1948. Il rapporto afferma anche che il 22% delle vittime sono minori, per un totale di 79. La vittima più anziana è Amin Mohammed Hamad Al-Qulaq (90 anni), di Gaza, ucciso durante i bombardamenti israeliani a Gaza.

Il segretario generale dell’Assemblea Nazionale per le famiglie dei martiri della Palestina, Mohammed Sbeihat, ha affermato che i soldati hanno ricevuto istruzioni dalle leadership politiche e militari israeliane per uccidere i palestinesi indipendentemente da sesso o età. 357 palestinesi morti dunque,

Nello stesso contesto, un gruppo di istituzioni palestinesi ha riferito che l’esercito israeliano ha arrestato quasi 8.000 palestinesi nel 2021, tra cui più di 1.300 minori e 184 donne. Le istituzioni includono la Commissione per gli affari dei detenuti, la Società dei prigionieri palestinesi ADDAMEER (Arabic for Conscience) Prisoner Support and Human Rights Association e il Wadi Hilweh Information Center. Il numero di detenuti e detenuti nelle carceri dell’occupazione, fino alla fine di dicembre 2021, ammontava a circa 4.600 detenuti, di cui 34 detenute e una ragazza minorenne. Il numero di giovanissimi e detenuti minori sono circa 160, e il numero di detenuti amministrativi sono circa 500, mentre il numero di detenuti del Consiglio legislativo palestinese sono 8. Inoltre, il numero dei detenuti malati ha raggiunto quasi 600, quattro dei quali hanno il cancro ad uno stadio avanzato, e almeno 14 detenuti avevano tumori di vario grado, tra cui Fouad Al-Shobaki (81 anni), che è il detenuto più anziano. Il rapporto afferma anche che il numero dei prigionieri condannati all’ergastolo ha raggiunto 547.

L’Agenzia palestinese di informazione WAFA ha inoltre rivelato che Israele continua a tenere 10 giornalisti nelle sue carceri. Nel 2021 sono state registrate un totale di 384 violazioni israeliane contro i giornalisti che lavorano nei Territori Palestinesi occupati.

Palestinese era anche Foad Aodi, animatore dell’associazione “Uniti per Unire”, uno dei molti medici palestinesi che operano in Italia, così come Nabeel Khair, che era vicepresidente dell’Associazione Palestinese in Europa, primo medico ucciso dal Covid in Sardegna, morto combattendo la pandemia a beneficio del popolo italiano.

La diaspora palestinese è oggi presente in moltissimi Paesi, e in molte situazioni offre importanti contributi alle società che li ospitano. Ma il sogno di ogni palestinese è, come è ovvio che sia, poter tornare in patria, dopo 72 anni di usurpazione israeliana.

Qualcuno si era illuso che la fine politica di Netanyahu potesse determinare una qualche umanizzazione della politica israeliana, ma anche il governo in carica appare più che mai schierato a difesa dei coloni più oltranzisti e dei loro assalti alla popolazione palestinese. E’ del resto noto come il primo ministro Bennett, capo del Partito della Nuova Destra, costituisca uno dei principali referenti politici dei coloni e del loro criminale espansionismo. Al contempo, colle sue continue aggressioni alla Siria e le minacce nei confronti dell’Iran, il governo israeliano costituisce, insieme a quello saudita magnificato dall’Innominabile, e a quello di Erdogan, un fattore di destabilizzazione continua dell’intera situazione del Medio Oriente.

Occorre augurarsi che l’anno che sta per iniziare segni decisivi passi avanti, anche grazie all’iniziativa della Corte Penale Internazionale, chiamata a giudicare crimini che vengono tuttora, e ogni giorno, commessi dalle forze di occupazione israeliana e dai coloni, contro il popolo palestinese.

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