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Appello bipartisan di 26 parlamentari italiani all'Azerbaijan per il rilascio dei prigionieri armeni



NNA - Letizia Leonardi

Tutti i partiti riuniti per chiedere all'Azerbaijan il rilascio dei prigionieri armeni. Un appello bipartisan firmato da 26 parlamentari italiani. Hanno aderito a questa iniziativa: Enrico Aimi, Paola Binetti, Stefano Borghesi, Andrea Cangini, Massimiliano Capitanio, Emilio Carelli, Laura Cavandoli, Giulio Centemero, Jari Colla, Vito Comencini, Andrea Del Mastro delle Vedove, Roberto Paolo Ferrari, Paolo Formentini, Niccolo' Invidia, Alvise Maniero, Elena Murelli, Michele Nitti, Giuseppina Occhionero, Andrea Orsini, Alessandro Pagano, Tullio Patassini, Flavia Piccoli Nardelli, Catia Polidori, Alberto Ribolla, Matteo Salvini, Orietta Vanin.

Destra, centro e sinistra: tutti d'accordo per esortare il governo di Baku a liberare soldati e civili armeni presi in ostaggio.

Per i parlamentari il governo azero ponga come presupposti del rapporto Unione europea-Azerbaigian, nell'ambito del Partenariato orientale, il rilascio dei prigionieri di guerra e civili detenuti in Azerbaijan a seguito della guerra del Nagorno Karabakh dello scorso anno e dopo i vari attacchi azeri dopo la firma del cessate il fuoco. Gli esponenti del Parlamento italiano chiedono anche la cessazione delle provocazioni per favorire negoziati di pace. In una nota i parlamentari spiegano: "A un anno dalla firma della dichiarazione trilaterale del 9 novembre del 2020, la situazione nel Nagorno-Karabakh e ai confini tra Armenia e Azerbaijan rimane tesa a causa del mancato rispetto del cessate il fuoco e delle incursioni di truppe azere nel territorio sovrano della Repubblica di Armenia. Ancora oggi, ci sono numerosi prigionieri di guerra armeni detenuti illegalmente nelle prigioni dell'Azerbaijan ed emerge da molteplici fonti autorevoli il fatto che il patrimonio storico-culturale cristiano armeno, nei territori passati sotto il controllo dell'Azerbaijan, sia in pericolo. Inoltre, l'Azerbaijan, con il palese sostegno della Turchia, minaccia di creare, con l'uso della forza, un 'corridoio' extraterritoriale che unisca i due Paesi attraverso il territorio sovrano e internazionalmente riconosciuto della Repubblica di Armenia. È peraltro di queste ore la notizia che il Tribunale internazionale dell'Aja ha emesso una sentenza in cui chiede all'Azerbaijan di garantire i diritti dei prigionieri di guerra, di prevenire l'incitamento all'odio razziale nei confronti della popolazione armena e di condannare il vandalismo nei confronti del patrimonio storico e culturale armeno".

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