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Boswellia, il tesoro dell’Oman

Lorenzo Utile - Il Sultanato dell’Oman offre numerose perle di storia, cultura e natura, ma una delle più prestigiose, fra le molte bellezze come la capitale Musqat, Salalah, Al Mughsayl, Al Husn, Al Balid, Sumhuram, Taqah, il mausoleo di Giobbe a Nabi Ayoub, e molte altre, è quella che si definisce “Albero Sacro”, presente specialmente nel deserto meridionale di Dhofar. E’ la Boswellia, o albero dell’incenso, che nell’Oman è particolarmente pregiato, pur essendo presente anche nello Yemen sud-orientale e nel nord della Somalia.

La pianta può arrivare a circa 8 metri di altezza, ha forma di cono rovesciato, con la corteccia simile a quella del papiro, con fiori di un bianco intenso con venature giallo-arancione e verdi, ma il vero tesoro è la resina che questa pianta produce, ovvero l’incenso, la cui raccolta inizia in aprile con un particolare strumento detto “menghaf”, una specie di scalpello affilato solo da una parte, che consente la rimozione della sottile corteccia e la raccolta della resina , che viene lasciata defluire per circa due settimane, per farla solidificare all’aria. Un processo che si ripete per tre o quattro volte all’anno. Le qualità raccolte sono differenti: la più pregiata è la Elhojari (tipica della zona di Dhofar e delle montagne di Hasik), poi vi è la Elnajdi dell’area del Najd, la El Shazri dell'area compresa fra El Najd e la zona monsonica, quindi la Eslshabi della fascia costiera, parzialmente influenzata dalle piogge monsoniche.

La resina è utilizzata da millenni in riti religiosi, ma sono altrettanto note le proprietà terapeutiche, riconosciute sia dalla medicina occidentale sia da altre forme di medicina come l'Ayurveda. Tramite distillazione della resina viene estratto l'olio essenziale, utilizzato in profumeria e in aromaterapia, e oltretutto, recenti studi scientifici hanno dimostrato la citotossicità dell'olio essenziale di Boswellia su vari tipi di cellule tumorali.

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