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Friuli – Ultimo giorno di missione giornalistica


Talal Khrais (NNA Beirut) - Il terzo e ultimo giorno della missione giornalistica congiunta della Stampa Estera e la Sala Stampa Vaticana, si è svolto nella splendida cornice del golfo di Trieste. Si ricorda che in occasione della XVI edizione dell'evento “Ascoltare, Leggere, Crescere”, editoria religiosa dal 23 settembre, per illustrare all'opinione pubblica internazionale l'importanza di questo evento così importante.

I colleghi giornalisti della Sala Stampa Vaticana e della Stampa Estera hanno soggiornato tra il 9 settembre fino il 12, visitando i luoghi più significativi della regione Friuli Venezia Giulia nonché Pordenone, la città elegante.

Il 10 settembre è stata presentata alla stampa, nell'Auditorium del Centro Diocesano Attività Pastorali della Curia Vescovile di Pordenone, la XVIa edizione di “Ascoltare, Leggere, Crescere”, rassegna d’incontri con l’editoria religiosa promossa da Associazione Eventi APS, giunta al suo sedicesimo anno di attività, e si volgerà dal 23 settembre all’8 ottobre. Confermata la formula mista tra eventi sul territorio a Pordenone e in Regione, e video che saranno fruibili in tv e sul web. L’ultimo giorno prima di ritornare a Roma siamo stati a Miramare per visitare al parco il Castello, quindi una vista conclusiva a Trieste.

È stata bellissima la vista al Castello di Miramare, per scoprire una storia e i suoi personaggi nei luoghi da loro vissuti. Bisogna veramente visitate il Parco di Miramare, con i suoi ventidue ettari di superficie, risultato dell’impegnativo intervento condotto nell’arco di molti anni da Massimiliano d’Asburgo sul promontorio roccioso di Grignano, che aveva in origine l’aspetto di una landa carsica quasi del tutto priva di vegetazione.

La visita di Trieste era attesa da tutti noi colleghi, perché questa città di confine è stata sempre un crocevia di culture un percorso turistico-culturale tra genti, folklore e religioni diverse. Ed è proprio questa peculiarità della città.

Nelle vicinanze di Trieste si trova una incantevole struttura architettonica, che richiama antiche suggestioni ed è arricchita dalla presenza di innumerevoli elementi di pregio, che ne esaltano l’indiscussa bellezza. Andiamo, quindi, alla scoperta del Castello di Miramare e delle sue meraviglie.

Il Castello di Miramare, affacciato sulle tranquille acque dell’Adriatico e circondato da un raffinato giardino, è stato edificato per volere dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo. I lavori di costruzione ebbero inizio il 1 marzo 1856, su progetto dell’ingegnere Carl Junker, che ideò una dimora in stile eclettico, rispettando a pieno i dettami della moda dell’epoca, in cui convivono elementi gotici, medievali e rinascimentali. Punto dominante della struttura è sicuramente la presenza del mare, che influenza il colore azzurro delle tappezzerie utilizzate nel pianoterra, ed ispira arredi e denominazioni di vari ambienti.

In parallelo alla costruzione del Castello, Massimiliano ha fatto erigere nel parco il piccolo “Gartenhaus” anche chiamato “Castelletto”, in quanto imita in scala ridotta gli esterni eclettici della residenza principale. Il castello è adibito a museo. Al suo interno è conservata anche una pregevole raccolta di vasi orientali. Si possono ammirare le stanze che furono abitate da Massimiliano e dalla moglie Carlotta, le camere per gli ospiti, la camera di informazioni che racconta la storia del Castello e del Parco di costruzione, le stanze in cui abitava il Duca Amedeo d'Aosta con arredi del 1930 in stile razionalista. Tutte le camere sono ben conservate e mantengono tutti gli arredi originali compresi di ornamenti, mobili e oggetti risalenti alla metà del XIX secolo. Particolarmente degni di nota sono la sala della musica dove Carlotta si esercitava nel suono del fortepiano visibile ora nella sala VII e la sala che rievoca l'arredamento navale della fregata Novara sulla quale Massimiliano era imbarcato quando prestava servizio nella Marina austriaca.

Nella camera XIX vi sono una serie di dipinti di Cesare Dell'Acqua raffiguranti la storia di Miramare. Infine, i visitatori possono ammirare la sala del trono, che è stata recentemente restaurata e riportata agli antichi splendori.

Il castello è protagonista dell'ode Miramar (1878) di Giosuè Carducci, inserita nella raccolta Odi barbare. Il componimento è dedicato alla tragica sorte di Massimiliano d'Asburgo che nel castello aveva dimora. Nei versi carducciani viene espresso con grande forza e tragicità il concetto di nemesi storica.

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