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Gerusalemme - Un fatto che conta...e che nessuno racconta




Redazione Assadakah – Da diverse settimane, e praticamente senza pause, il fanatismo dei coloni israeliani impera a Gerusalemme Est, con la protezione delle forze di occupazione, nel quasi totale silenzio dei media occidentali, che fanno finta di occuparsi di altro, focalizzando l'attenzione sulla pandemia che, pur essendo certo importante, non è il solo fenomeno che caratterizza questi giorni. Intanto i palestinesi della Città Santa continuano ad essere aggrediti, selvaggiamente picchiati, arrestati e trattenuti senza accuse. Nella rete della Israel Defence Forze cadono anche esponenti del pacifismo israeliano, come Ofir Cassif, deputato di Hadash.

Qualche giorno fa, nel quartiere palestinese di Sheik Jarrah, si è tenuta una manifestazione di protesta, che ha visto insieme palestinesi e pacifisti israeliani protestare contro la forzata evacuazione di numerose famiglie, costrette ad abbandonare le proprie case, facendo carta straccia dei documenti di proprietà concessi dalle autorità giordane, custodi del luogo. La polizia israeliana ha attaccato i manifestanti, i feriti sono state centinaia. Stesso discorso per le cariche della polizia israeliana contro i cittadini riuniti per la preghiera del venerdi presso la Sacra Moschea di Al-Aqsa, dov'è stata organizzata anche una protesta contro la sentenza della Corte d'Appello che ha autorizzato le forze di occupazione a cacciare i palestinesi dalle proprie case. Risultato, più di 200 feriti, quasi cento dei quali portati in ospedale. Poche speranze sono quindi riposte nel ricorso alla Corte Suprema.

I media occidentali hanno vergognosamente glissato su questi fatti, pur denunciati dall'Unione Europea, dalla Commissione ONU per i Diritti Umani, dal governo della Giordania e da diverse organizzazioni umanitarie. Perché tutto questo? Forse si temono ripercussioni o rappresaglie che avrebbero il sapore dell'antisemitismo? Strano, perché fra i palestinesi che manifestavano, si trovavano anche molti israeliani, stanchi delle prepotenze del proprio governo. Il motivo, sostanzialmente, sta nella deprecabile “Ragion di Stato”, che determina l'applicazione di due pesi e due misure...ma solo quando fa comodo. La domanda rimane la stessa: cui prodest?

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