Giordania - Re Abdallah, custode dell’equilibrio
- 5 ago 2025
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Roberto Roggero* - Mentre la Commissione Europea ha approvato lo stanziamento di 500 milioni di euro in assistenza per il periodo 2025-27, che portano la manovra a un totale di un miliardo, con provvedimenti che saranno delineati in un memorandum d’intesa UE-Giordania che dovrebbe essere firmato a breve termine, il regno hashemita continua il proprio impegno a favore della pacificazione del Medio Oriente, con re Habdallah II sempre in prima linea come custode di un equilibrio fragile, che tuttavia non cede. Un sovrano tutt’altro che appariscente, che non si lascia andare a proclami chiassosi, che nonostante il proprio rango appare sempre estremamente umile, eppure da più di un ventennio uno dei pochi leader del mondo arabo che riesce a parlare con tutti gli altri parigrado del mondo e a farsi ascoltare.

Re Abdallah è salito al trono nel 1999, alla scomparsa del padre, Re Hussein, ed è riuscito a costruire la propria immagine con saggezza e particolare intelligenza, in un ambiente caratterizzato dalle tradizioni della monarchia hashemita e dalle nuove e sempre più esigenti generazioni in un mondo in continua traformazione.
E’ stato, ed è protagonista in numerose sfide, che ancora non sono finite, prima fra tutte l’emergenza della questione palestinese, la guerra civile nella confinante Siria, gli eccessi della jihad in Iraq, le migrazioni clandestine, l’economia interna e quella regionale, i rapporti con Israele, Stati Uniti, Arabia Saudita, Iran. Il tutto a dimostrazione di un carattere e di una forza decisamente singolari, che esprime in una politica moderata, all’insegna della diplomazia e del dialogo, mai eccessiva ma neanche inerte, ed è per questo che Amman è sovente sede di importanti incontri di primo livello internazionale.
In quanto custode e garante dei luoghi sacri dell’Islam a Gerusalemme, Re Abdallah sostiene senza riserve l’obiettivo della Soluzione a Due Stati per quanto riguarda la questione palestinese, ed è fra i pochi leader ad avere apertamente denunciato per primo la illegale espansione dei coloni israeliani in Cisgiordania, perché ben cosciente che senza la giustizia e il riconoscimento che spetta di diritto alla popolazione palestinese, non ci potrà mai essere una vera pacificazione del Medio Oriente.
La Giordania ha un ruolo geografico, geopolitico e strategico che nessuno può ignorare e, di conseguenza, la posizione moderata di Re Abdallah è quindi una scelta oculatamente strategica. La sua capacità di non cedere, di tenere insieme ciò che altrove si sfalda, è già una forma riconosciuta di leadership, e finché alla guida di un Paese come la Giordania ci sarà un leader come Abdallah II, non tramonterà mai la speranza e la fiducia nella pace.
(*Direttore responsabile Assadakah News)







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