top of page

Kuwait: Parolin celebra la messa nella Concattedrale Sacra Famiglia

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

 

In visita ufficiale nel Paese della penisola arabica, il Cardinale segretario di Stato, celebra la Messa nella Concattedrale della Sacra Famiglia e, nell’omelia, sottolinea come un territorio diviso tra deserto e mare abbia saputo accogliere persone di culture diverse in cerca di un futuro migliore. Incontrando i rappresentanti del clero locale, li invita a essere “sacerdoti dell’amore, non della perfezione”. Una terra che abbraccia deserto e mare, elementi simbolo di “silenzio” e di “guida”, uniti nell’accoglienza di generazioni di persone di culture differenti, giunte in Kuwait attraverso le mille sfide del mondo in cerca di un “rifugio di pace”, che hanno trovato Gesù. Così il Cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, ha descritto il Paese della penisola arabica in cui è stato presente in visita ufficiale per qualche giorno. La Messa nella Concattedrale della Sacra Famiglia, dopo il ciclo di colloqui istituzionali con lo sceicco Ahmad Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah, Primo ministro del Kuwait.

Il Cardinale P. Parolin e lo Sceicco Ahmad Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah
Il Cardinale P. Parolin e lo Sceicco Ahmad Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah

Il porporato ha celebrato la Messa nella Concattedrale della Sacra Famiglia, in occasione del 65.mo anniversario della sua consacrazione, portando i “cordiali saluti” e la “vicinanza spirituale” di Papa Leone XIV. Un luogo di “incontro per il dialogo ecumenico e interreligioso, un porto sicuro e uno spazio di pace e di armonia”: così Parolin ha definito la Concattedrale nell’omelia, sottolineandone la capacità di nutrire “la vita spirituale di innumerevoli fedeli giunti a vivere e lavorare in Kuwait da ogni parte del mondo”, attratti dalla speranza di un futuro migliore.

Parolin in Kuwait: una visita per rafforzare i legami di amicizia e cooperazione.

In un comunicato congiunto, la Santa Sede e lo Stato della penisola arabica sottolineano l'importanza dei valori di rispetto reciproco e convivenza pacifica tra le religioni. Il deserto come luogo di silenzio e ascolto richiamando il patrocinio della Santa Famiglia di Nazaret, cui l’edificio è dedicato, il Cardinale ha evidenziato l’importanza della famiglia come “spazio privilegiato nel quale Dio sceglie di rivelarsi”. Soffermandosi, poi, sulla conformazione geografica “unica” del luogo, sospeso tra mare e deserto, ha proposto una riflessione su questi elementi nella storia della salvezza. Il deserto, ha spiegato, non è solo uno “spazio fisico di solitudine”, ma il luogo in cui Dio ha condotto il suo popolo “per stabilire un’alleanza e manifestare la sua vicinanza, sostenendolo lungo il cammino”. Uno spazio inserito nella “pedagogia” divina, che invita al silenzio e all’ascolto. Dal deserto si è levata infatti la voce di Giovanni Battista, che ancora oggi “continua a invitarci ad aprire i nostri cuori affinché Gesù Cristo possa entrare nel tempio della nostra vita”.

Il mare guida per le popolazioni del Golfo Arabico. Parolin si è quindi soffermato sul mare, elemento dal “significato potente per le società che vivono attorno alle acque del Golfo Arabico”, spesso descritto come “lo specchio del deserto”. Nell’antichità, infatti, si imparava a leggere le stelle per non perdersi “nell’immensità delle sabbie” e, allo stesso modo, si prestava attenzione al “deserto blu”, il mare appunto, che “richiede lo stesso rispetto, lo stesso coraggio e, soprattutto, la stessa dipendenza dal Creatore”. Le acque marine, ha proseguito, hanno anche fatto da scenario all’incontro di Gesù con i discepoli, alla pesca miracolosa e al suo camminarci in condizioni di tempesta.

Le comunità ricche e diversificate in Kuwait.

La Concattedrale, posta tra “l’immensità delle sabbie del deserto” e “l’orizzonte infinito del Golfo”, si erge così come “una stella spirituale” che guida i passi di chi vive nel deserto lontano da casa e di quanti navigano nel “deserto blu” con lo sguardo rivolto alla vita eterna. Una memoria costante della luce “che Dio fa risplendere sui popoli di tutte le nazioni”, ricordando che, in mezzo alle sfide del mondo, esiste un rifugio di pace dove la fede funge da bussola e Gesù Cristo è il porto sicuro per tutta l’umanità. Il Cardinale ha concluso l’omelia richiamando la varietà delle comunità cristiane che quotidianamente si radunano nella Concattedrale, “ricca e diversificata — fedeli di riti differenti, d’Oriente e d’Occidente — segno della cattolicità della Chiesa: unità nella diversità”.

L'incontro con il clero e i religiosi del Vicariato Apostolico dell’Arabia settentrionale in un secondo momento: incontrando il clero e i religiosi del Vicariato Apostolico dell’Arabia settentrionale, sempre presso la Concattedrale, Parolin ha nuovamente portato il saluto del Pontefice, che “segue con grande attenzione l’attività della Chiesa missionaria” locale. Riprendendo le parole di Leone XIV in occasione Giubileo dei sacerdoti dello scorso giugno, il porporato ha invitato a vivere il ministero nell’amore più che nella ricerca della “perfezione”: nella gioia e nella consapevolezza di essere “scelti e amati dal Signore”. In occasione delle celebrazioni dell’Anno Santo dedicate alla vita consacrata, il Papa aveva inoltre esortato a superare “l’individualismo religioso”, vivendo la missione alla luce di tre verbi: chiedere, riconoscendo la propria non autosufficienza; cercare, scoprendo la volontà di Dio in ogni azione; e bussare, implorando il Signore perché diventi il proprio “tutto”.

L'incontro di Parolin con il clero e i religiosi del Vicariato Apostolico dell’Arabia settentrionale.

In occasione della visita del Segretario di Stato vaticano, Cardinale Pietro Parolin, in Kuwait, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta dallo Stato del Kuwait e dalla Santa Sede, che sottolinea l'importanza della visita e i profondi rapporti tra le due parti per quasi sei decenni.  La Sala Stampa Estera ha distribuito la dichiarazione congiunta e l'Agenzia di Stampa Nazionale della Santa Sede ha ricevuto una copia.

Testo della dichiarazione congiunta: innanzitutto, lo Stato del Kuwait e la Santa Sede accolgono con favore la visita ufficiale di Sua Eminenza, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità Papa Leone XIV, che si è svolta dal 14 al 16 gennaio 2026. Durante la visita, si è tenuto un giro di colloqui ufficiali con Sua Altezza lo Sceicco Ahmad Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah, Primo Ministro dello Stato del Kuwait. In secondo luogo, questa visita si inserisce nel contesto delle celebrazioni per la proclamazione della Chiesa di Nostra Signora degli Arabi ad Ahmadi, in Kuwait, a Basilica minore. Essendo la più antica Chiesa cattolica dello Stato del Kuwait e della regione del Golfo Persico, le è stato conferito questo titolo da Sua Santità Papa Leone XIV il 28 giugno 2025, in riconoscimento del suo significato storico e spirituale nel Golfo Persico. In terzo luogo, questa designazione storica – la prima del suo genere nella Penisola Arabica – sottolinea il ruolo unico della Chiesa di Nostra Signora degli Arabi come chiesa madre del Kuwait, essendo la prima Chiesa cattolica costruita nel Paese. La cappella originale fu costruita nel 1948 e la Chiesa attuale fu completata nel 1957, come generoso dono di donatori locali, la cui cura e il cui sostegno al complesso ecclesiastico continuano ancora oggi. In quarto luogo, lo Stato del Kuwait riafferma i suoi principi di lunga data di rispetto reciproco e pacifica convivenza tra le religioni, valori profondamente radicati nei suoi principi fondanti e successivamente sanciti nella sua Costituzione. In quinto luogo, questa occasione è un'opportunità per ricordare la storica visita del defunto Emiro dello Stato del Kuwait, Sua Altezza lo Sceicco Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, che Dio abbia misericordia di lui, al successore di Pietro, il 6 maggio 2010, che ha segnato una tappa significativa nelle relazioni tra lo Stato del Kuwait e la Santa Sede. Questa visita faceva parte di una serie di scambi ufficiali ad alto livello, a sottolineare l'impegno della leadership kuwaitiana nel rafforzare la comunicazione e il dialogo con la Santa Sede. È stata preceduta nel 2009 da una visita dell'ex Primo Ministro, Sua Altezza lo Sceicco Nasser Al-Mohammed Al-Ahmad Al-Sabah, e seguita nel 2015 da una visita dell'ex Primo Ministro, Sua Altezza lo Sceicco Jaber Al-Mubarak Al-Hamad Al-Sabah, che Dio abbia misericordia di lui. In sesto luogo, la cerimonia ufficiale per l'inaugurazione della Basilica Minore di Ahmadi si è svolta venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 10:00, presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin. In settimo luogo, inoltre, la visita di Sua Eminenza mira a rafforzare i legami di amicizia e cooperazione che la Santa Sede e lo Stato del Kuwait che hanno mantenuto fin dall'instaurazione delle relazioni diplomatiche tra loro nel 1968, quando il Kuwait divenne il primo Stato del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), a stabilire tali relazioni con la Santa Sede. La visita ha sottolineato la lunga tradizione di convivenza religiosa che ha costantemente caratterizzato lo Stato del Kuwait nella regione del Golfo.

Commenti


bottom of page