La Cinghialessa dagli organi al Cash or Trash alla Maremmana
- 22 dic 2025
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Il Club La Cinghialessa ha salutato il 2025 con un appuntamento fuori dagli schemi, capace di unire cultura, convivialità e ironia, nel segno della tradizione e del piacere autentico di stare insieme. L’incontro conclusivo dell’anno ha avuto come primo protagonista un luogo davvero unico: il Museo degli Organi “Santa Cecilia”, a Massa Marittima.

La visita, guidata dal fondatore e curatore del Museo, il dottor Lorenzo Ronzoni, ha permesso ai partecipanti di immergersi in una collezione di straordinario valore storico e musicale. La Fondazione Museo Santa Cecilia, istituita nel 2002, nasce proprio grazie alla messa a disposizione della raccolta privata di Ronzoni, che comprende un importante numero di organi antichi dei secoli XVII, XVIII e XIX, oltre a clavicembali e fortepiani.
Tra gli strumenti esposti spiccano autentici capolavori come il raro organo portativo del 1686, organi positivi del Settecento emiliano e dell’Italia centrale, un magnifico esempio di arte organaria napoletana del 1742 e uno di scuola siciliana del 1771. Il percorso museale documenta anche l’evoluzione tecnologica ed estetica del pianoforte, simbolo centrale della civiltà musicale occidentale. Non si tratta di un museo “muto”: musicisti e studiosi possono infatti esercitarsi su strumenti originali durante gli orari di apertura, un privilegio raro nel contesto museale italiano.

Il Museo è ospitato nell’ex chiesa di San Pietro all’Orto, edificata nel 1197, luogo simbolo della storia cittadina. Proprio qui, il 31 luglio 1225, il popolo di Massa Marittima acquistò la libertà dal Vescovo, costituendosi in Libero Comune. Durante i restauri dell’edificio sono riemersi elementi architettonici medievali, frammenti del rosone, il tetto a capriate ottocentesco e affreschi attribuiti dalla Soprintendenza di Siena ad Ambrogio Lorenzetti. Un luogo che conserva intatta una forte atmosfera mistica, tra le più significative della Maremma.
Particolarmente apprezzato anche il laboratorio annesso al Museo, dove è possibile osservare dal vivo il restauro degli organi. Si tratta di un’esperienza preziosa soprattutto per le visite scolastiche di ogni ordine e grado, ma affascinante per chiunque voglia comprendere il valore artigianale e culturale di questa antica eccellenza italiana.
Non è passato inosservato, e anzi ha suscitato commenti e sorrisi, il cartello all’entrata del Museo: ingresso 5 euro, 4 euro per gli over 65 e 20 euro per i politici in carica. Una provocazione intelligente e tutt’altro che banale, con cui il direttore ha voluto lanciare un messaggio chiaro: se la cultura va sostenuta, chi governa dovrebbe essere il primo a farlo, senza scorciatoie né privilegi.

Dopo la visita culturale, il gruppo si è spostato all’Agriturismo “I Pianizzoli”, dove un pranzo di grande qualità ha fatto da preludio alla parte più conviviale della giornata. Durante il pranzo, il presidente del Club, Franco Balloni, ha declamato la sua consueta poesia creata per l’occasione, momento ormai atteso e identitario, capace di unire ironia, affetto e spirito di appartenenza.
Nel corso dell’incontro, a tutti i presenti sono stati consegnati due omaggi come ricordo della giornata e come augurio di Buone Feste, a suggellare un clima di condivisione sincera e non formale.
A seguire, è andata in scena una brillante imitazione in chiave maremmana della trasmissione televisiva “Cash or Trash”, in onda su Canale 9, ribattezzata per l’occasione “Cash or Trash alla Maremmana”. Gli oggetti messi simbolicamente “in vendita” non erano casuali: sono stati realizzati dal socio e artista del legno Franco Agresti, che ha creato una raffinata composizione di funghi in legno e un originalissimo schiaccianoci a forma di incudine, dimostrazione di creatività, manualità e gusto.

Il cast, tra applausi e risate, ha visto Paolo Conticini interpretato da F. Balloni, Alessandro Rosa da N. Chiodi, con Franco Agresti nel ruolo del venditore. Nei panni dei mercanti si sono alternati Ada Egidio (L. Gemignani), Giano del Bufalo (Italo Piergianni), Roberta Tagliavini (Barbara Bracci), Stefano D’Onghia (Maurizio Leuci) e Irene Bifolchi (Roberta Casali).
Una giornata intensa e riuscita, capace di tenere insieme storia, musica, artigianato, buona tavola e spirito goliardico, senza mai perdere profondità. Un modo autentico, e tutt’altro che scontato, per chiudere l’anno nel segno della cultura e della convivialità: valori che da sempre contraddistinguono il Club La Cinghialessa.
(Foto di Roberta Casali)







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