La Marcia Verde: 50 anni di Storia e Unità
- 20 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min
📰 L'Ambasciata del Marocco presso la Santa Sede Unisce Storia, Geopolitica e Dialogo: La Marcia Verde, Cinquant'Anni di Unità, Sviluppo e Diplomazia
Roma, 19 novembre 2025 – Maddalena Celano (Assadakah News)

L’Ambasciata del Regno del Marocco presso la Santa Sede ha ospitato a Roma, presso la Sala Conferenze Pio XI a Palazzo San Calisto, un evento solenne e profondamente analitico che ha unito la celebrazione di due pilastri della storia marocchina – il 50^ Anniversario della Marcia Verde e la Festa dell'Indipendenza Marocchina – a un incontro di riflessione sul tema "Farsi prossimo nella speranza".
La giornata ha superato la semplice commemorazione, offrendo una piattaforma di dialogo internazionale che ha messo in luce la visione marocchina per la pace, l'integrazione regionale e il ruolo cruciale della sua diplomazia, definita da cinquant'anni di storia e proiettata verso il futuro.
La Marcia Verde (Al-Masīra al-Khaḍrā): Un Esempio Straordinario di Mobilitazione Pacifica
Il cuore delle celebrazioni è stato l'anniversario della Marcia Verde, un evento che la storia continua a considerare come uno dei più simbolici e, al contempo, più controversi del Nord Africa contemporaneo.

Una Storia di Coraggio e Visione Reale
Lanciata il 6 novembre 1975 dal defunto Re Hassan II, la Marcia Verde fu una decisione storica e senza precedenti. L'azione venne intrapresa dopo il pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia nell'ottobre 1975, che, sebbene non riconoscesse la sovranità, confermò l'esistenza di legami storici di allegianza tra le popolazioni sahariane e il trono marocchino.
Hassan II reinterpretò strategicamente quel parere, mobilitando circa 350.000 civili marocchini, di cui il 10% donne, in quella che è passata alla storia come la più grande marcia pacifica di tutti i tempi. I volontari avanzarono verso il Sahara Occidentale, allora sotto amministrazione spagnola, armati solo di bandiere, Corani e ritratti del Sovrano, creando l'immagine di un popolo unito che si riappropria pacificamente del proprio territorio.
L’impresa fu sostenuta da una logistica impeccabile, che includeva 8.000 tonnellate di cibo e acqua e 6.000 tonnellate di carburante, assicurando il successo di questa "occupazione pacifica". Per il Marocco, la Marcia Verde è oggi celebrata come Giornata dell’Unità Nazionale, un potente simbolo di identità e unità che rafforza la legittimità della monarchia come custode dell’integrità territoriale.

Dal Passato Coloniale alla Questione Sahariana
La pressione esercitata dalla marcia accelerò i negoziati, portando agli Accordi di Madrid del 14 novembre 1975, con cui la Spagna trasferì l’amministrazione del territorio al Marocco e alla Mauritania. Questi accordi, pur non essendo riconosciuti come validi dal diritto internazionale, segnarono l’inizio dell’attuale Questione Sahariana. Sul versante opposto, per il popolo saharawi e il fronte POLISARIO, la Marcia Verde è percepita come un’annessione illegittima e la causa di un esilio tuttora irrisolto. Nonostante i decenni e la presenza della missione MINURSO dell’ONU, la questione resta aperta, classificata dall’ONU come "territorio non autonomo".
Diplomazia Reale e Sviluppo Sostenibile:
La Visione di Mohammed VI
L'intervento di apertura, "Dalla marcia verde alla risoluzione 2797", tenuto da S.E. Rajae Naji El Mekkaoui, Ambasciatore del Regno del Marocco presso la Santa Sede, ha posto l'accento sulla transizione dal mito fondativo allo sviluppo concreto e alla risoluzione diplomatica.
L'Iniziativa di Autonomia e la Risoluzione 2797
L'Ambasciatrice ha evidenziato che la visione strategica, ereditata dal defunto Re Hassan II e portata avanti da Sua Maestà il Re Mohammed VI, ha trasformato le regioni meridionali: esse sono oggi uno dei poli di sviluppo più dinamici del Paese e dell'Africa, grazie a un'autentica trasformazione economica, sociale e infrastrutturale.
Questa stabilità e progresso sono stati riconosciuti a livello internazionale. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con l'adozione della Risoluzione 2797, ha ribadito la centralità e la credibilità dell’iniziativa marocchina di autonomia presentata nel 2007. Tale iniziativa è definita come la soluzione "più seria, credibile e realistica" per porre fine al conflitto.
I Pilastri della Politica Estera
La politica estera marocchina, come ribadito dall'Ambasciatrice, si fonda su principi chiave: la ricerca di soluzioni permanenti ai conflitti, l'attaccamento ai valori di pace, dialogo, e il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale.
La diplomazia di Rabat è attiva e diversificata, rafforzando i legami con oltre 30 Paesi africani e consolidando partenariati strategici con Europa, Americhe, Russia e Cina. L'azione diplomatica combina cooperazione politica, iniziative economiche, e un potente soft power culturale e spirituale. Progetti come il Gasdotto Nigeria–Marocco e il grande Piano solare Noor confermano la volontà del Regno di essere un attore centrale nello sviluppo sostenibile africano.
Nonostante i progressi, il Marocco resta impegnato a tendere la mano ai Paesi vicini, in particolare all’Algeria, per superare le divergenze e costruire una pace duratura nel Maghreb.
"Farsi Prossimo nella Speranza": Dialogo a Palazzo San Calisto
La seconda parte dell'evento, l'incontro di riflessione "Farsi prossimo nella speranza", ha spostato l'attenzione dal contesto geopolitico al dialogo interreligioso e culturale, ribadendo l'impegno del Marocco come attore di mediazione e tolleranza.
Dopo gli interventi del Prof. Alfredo Luciani, Fondatore e Presidente dell'Associazione Carità Politica, e del Dr. Abdul Aziz Sarhan, Secretary-general of the Muslim World League's relief agency, il dibattito si è arricchito di prospettive internazionali.
Un tema specifico è stato dedicato a "Il ruolo della donna nel dialogo interreligioso", con un ulteriore intervento dell'Ambasciatrice S.E. Rajae Naji El Mekkaoui.
I contributi hanno poi esplorato la connessione tra la storia del Sahara e la politica europea:
* Il Dott. Nizar Ramadan, Direttore editoriale presso Kmetro, ha discusso il tema "Dal Sahara al Mediterraneo, l'Europa sceglie la vecchia via del dialogo Mediterraneo, Rabat".
* Il Dott. Michel Capasso, Segretario generale degli Stati Uniti del Mondo, ha analizzato "Dal Sahara al Mediterraneo: il cammino verde del Marocco nella storia".
A riprova del forte legame con la Santa Sede e il contesto internazionale, l’incontro ha visto la partecipazione autorevole di S.Em. il Card. Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, e di S.E. George Gabriel Bologan, Ambasciatore della Romania presso la Santa Sede.

L'Eredità che Plasma il Presente
La celebrazione del 50^ Anniversario della Marcia Verde a Roma ha dimostrato come l'evento del 1975 non abbia solo modificato le mappe, ma abbia generato una nuova identità politica e un mito nazionale, plasmando la strategia marocchina fino alla risoluzione 2797.
La Marcia Verde resta un esempio straordinario di mobilitazione pacifica, che ha trasformato una sfida coloniale in una questione geopolitica contemporanea. Grazie alla visione lungimirante dei sovrani, il Marocco continua a mostrare come diplomazia, cultura e partecipazione cittadina possano costruire un futuro sostenibile e prospero.
L'evento si è concluso con un buffet di specialità della cucina marocchina – tra cui B'stilla mandorle e pollo, Briouate con carne macinata, Batbout ripieni e dolci tipici – un ulteriore strumento di soft power culturale e ospitalità internazionale.







Commenti