Libano - Al-Halabi parla dell'esperimento Stanford
- 27 giu 2025
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Issam Al-Halabi (Assadakah News Libano) -Esperimento di Stanford: quando il potere si trasforma in mostro.
"Il potere assoluto tira fuori il peggio dalla natura umana."
Questa frase non è uno slogan letterario né una massima teorica, ma la sintesi di un esperimento scientifico documentato, tra i più strani e pericolosi nella storia della psicologia sociale: l’Esperimento Carcerario di Stanford.
Nel 1971, lo psicologo americano Philip Zimbardo decise di esaminare l’effetto del potere sul comportamento umano. Raccolse un gruppo di studenti dell’Università di Stanford, dividendoli in due gruppi: prigionieri e guardie. Il seminterrato dell’università fu trasformato in un carcere realistico. Sorprendentemente, i "prigionieri" furono prelevati dalle loro case in manette come veri criminali, mentre le "guardie" indossavano uniformi da poliziotti e ricevettero poteri illimitati all’interno del carcere.
La regola fondamentale dell’esperimento era: nessuna regola. Le "guardie" avevano potere assoluto nel trattare i "prigionieri", senza alcuna supervisione o responsabilità.
Quello che accadde nei giorni seguenti fu scioccante. Quegli studenti educati e brillanti, scelti con cura, si trasformarono alcuni in sadici brutali, esercitando crudeltà, umiliazione e violenza sui loro compagni, semplicemente perché si sentivano investiti di un potere senza limiti.
Zimbardo, che non si aspettava tale deriva, interruppe l’esperimento prima del previsto, ma ne ricavò una conclusione cruciale che divenne un pilastro della psicologia sociale: "Quando all’uomo viene dato un potere assoluto senza controllo, il peggio della sua natura emerge in superficie."
Questo esperimento non è solo una storia americana, ma uno specchio vivido della nostra realtà in Medio Oriente e in altri paesi dove la legge è assente e l’autorità sfugge a ogni forma di controllo, soprattutto negli apparati di sicurezza. Quanti rapporti sui diritti umani, quante testimonianze e racconti parlano di prigioni trasformate in mattatoi, e di ufficiali divenuti carnefici – non perché siano nati tali, ma perché l’ambiente attorno a loro lo ha permesso, se non addirittura incoraggiato.
L’assenza di controllo e responsabilità è la radice del male. Quando un apparato di sicurezza si trasforma in un’entità sopra lo Stato, sopra la giustizia e sopra la coscienza, il risultato non è sicurezza, ma repressione. Non è stabilità, ma paura programmata nei cuori della gente.
L’esperimento di Stanford ci dice chiaramente: Nessuno è immune dalla corruzione, ma solo la società che gestisce bene il potere e lo sottopone a controllo può evitare di trasformarsi in un campo di tortura collettiva.
Lezioni tratte dall’esperimento di Stanford e dalla nostra realtà mediorientale:
1. Il potere senza controllo è più pericoloso del crimine stesso.
2. L’assenza di legge e regole corrompe anime e istituzioni.
3. La giustizia non si realizza con gli slogan, ma con un vero sistema di responsabilità.
4. Non c’è sicurezza senza dignità, né stabilità senza rispetto per l’essere umano.
5. La riforma della cultura della sicurezza è una necessità nazionale prima ancora che una richiesta di diritti.







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