Marocco-Italia: concerto al femminile per la mostra "Arte dal vulcano"
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Assadakah News

"Arte dal vulcano", attraverso opere provenienti dalle collezioni del museo Madre e del museo Novecento di Napoli, ha offerto, per oltre un mese, una variegata panoramica della creatività contemporanea napoletana e campana, trasformando il Palazzo delle istituzioni italiane di Tangeri in un luogo di incontro, scambio culturale tra le due rive del Mediterraneo.
Secondo quanto riferito, l'iniziativa ha registrato nel suo complesso oltre 1.200 visitatori, tra cittadini marocchini, turisti internazionali e operatori culturali, confermando il forte interesse suscitato dal progetto e l'eccezionale valore artistico dell'esposizione. A suggellare la conclusione della mostra, si è tenuto il concerto "Il canto delle donne mediterranee: un ponte tra le culture", realizzato dall'ambasciata d'Italia nel Regno del Marocco e dall'Istituto italiano di cultura di Rabat, con il supporto del Comitato nazionale italiano musica (Cidim). Il concerto ha offerto un momento di "grande intensità artistica ed emotiva", a detta dei partecipanti, rendendo omaggio alla figura femminile come custode di memoria e forza creativa nel Mediterraneo. Tradizioni musicali napoletane e marocchine si sono intrecciate, tessendo un dialogo sonoro autentico e profondo tra le due sponde del Mediterraneo.
L'ensemble femminile Rhoum el Bakkal (Akhawat al Fane al Assil), diretto da Rahoum Bekkali e composto da giovani interpreti, che hanno un’età compresa dai 15 ai 22 anni, ha proposto un repertorio ispirato alla Hadra di Chefchaouen, alle tradizioni sufi e popolari marocchine.
Tra poesie cantate, invocazioni spirituali, percussioni ritmiche e movimenti coreografici codificati, il pubblico ha potuto vivere un'esperienza immersiva unica, arricchita dalla voce della cantante Sana Kallouche. Accanto a loro, il soprano Letizia Calandra, accompagnata da Sonia Maurer alla chitarra, Valentina Ferraiuolo al tamburello, hanno interpretato un repertorio napoletano e mediterraneo che ha evidenziato affinità emotive e reciproche influenze tra le due tradizioni musicali. Le sequenze condivise hanno permesso agli interpreti di entrambe le formazioni di dialogare sul palco, dando vita a un tessuto sonoro organico, capace di celebrare una comune identità mediterranea, oltre i confini geografici e linguistici.
Il progetto sostenuto dall'ambasciata d'Italia a Rabat, si inserisce con coerenza nel percorso culturale promosso dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, che accompagna il bicentenario delle relazioni tra Italia e Marocco, confermando il ruolo della cultura come strumento.







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