Marocco-Ue: dichiarazioni di Somoue a Agenzia Nova
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Assadakah News

A Bruxelles la 15a riunione del Consiglio di associazione tra l'Unione europea e il Regno del Marocco rappresenta per Rabat "un'opportunità per rafforzare i rapporti nel quadro economico". Lo dichiara l'economista esperto finanziario marocchino, Najib Somoue, all’Agenzia Nova, rivelando le aspettative di una maggiore collaborazione "per sviluppare l'accesso al mercato e le capacità logistiche, e per collegare maggiormente la catena del valore tra Europa e Marocco".
Sempre secondo l'esperto economista, Presidente del Centro Studi per lo sviluppo del Mediterraneo (punto di riferimento per un gruppo di professionisti e giovani impegnati nella progettazione e sviluppo nel Mediterraneo), i colloqui, a Bruxelles sono stati co-presieduti dall'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, dal Ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, rappresentano "un'opportunità per una maggiore stabilità politica nei legami diplomatici tra le due parti.
Per il Marocco l'Europa è un attore chiave nella regione del Mediterraneo, e sempre il Marocco è pronto a semplificare, ai paesi europei, un accesso solido ai mercati africani, per beneficiare delle potenzialità dell'area di libero scambio africana. Questa cooperazione sarà un'opportunità win-win: per il Marocco affinché consolidi la sua posizione nel mercato europeo, per l'Europa beneficiare della forte posizione politica, economica del Marocco in Africa".
Il Marocco - ricorda infine Somoue – è anche impegnato “a lavorare con i partner sul dossier dell'immigrazione, non solo come Paese di transito, ma anche di accoglienza”. Secondo i dati Frontex relativi al 2025, la rotta del Mediterraneo occidentale - principalmente dal Marocco alla Spagna - ha registrato un aumento del 14%, con 19.403 attraversamenti irregolari, in controtendenza rispetto al calo su altre rotte dell'Ue, tra cui l'Africa occidentale (-63%) e i Balcani occidentali (-42%). L'aumento sulla rotta occidentale segnala uno spostamento della pressione migratoria verso il corridoio Marocco-Spagna, favorito dall'irrigidimento dei controlli su altri itinerari. "Stiamo facendo un enorme lavoro interno per facilitare l'integrazione degli immigrati, specialmente, quelli provenienti dai paesi africani", ribadisce Somoue evidenziando la necessità in Europa, di trovare un nuovo quadro che "ci permetta di non essere solo una diga per arginare l'immigrazione, ma pensando a una strategia che aiuti i paesi africani a ridurre i flussi, sostenendo lo sviluppo locale e i modelli di sviluppo nazionale. Una cooperazione efficace con l'Ue deve basarsi su una visione di sviluppo condiviso; questo è fondamentale: quando le persone troveranno dignità e prosperità nei loro paesi, non avremo bisogno di approcci basati solo sulla sicurezza".
Parlando della visione del Re Mohamed VI di integrazione africana, l'economista cita una "strategia di co-sviluppo": "lavoriamo insieme per sviluppare attività e catene del valore comuni, specialmente nell'industria. Cerchiamo di beneficiare della zona di libero scambio africana Zona di Libero Scambio Continentale Africana (Zlecaf), che conta oltre 1,3 miliardi di consumatori, e di aiutare i paesi africani a sviluppare il settore bancario, finanziario e le infrastrutture", evidenzia Somoue. Si tratta di "una visione ampia che rende il Marocco il primo investitore africano nella parte occidentale del continente e il secondo in tutta l'Africa, con potenziale anche nell'industria dei fertilizzanti e, in futuro, in quella automobilistica. Il Marocco sta lavorando anche con i paesi del Sahel per consentire loro l'accesso all'Oceano atlantico; questo aiuterà a sviluppare le attività con i paesi africani, rappresentando un'opportunità diretta per i nostri partner internazionali, specialmente l'Ue". L'esperto prosegue sottolineando che "il rafforzamento dei porti e della connettività logistica" consentirà al Regno marocchino di svolgere "un ruolo chiave come hub atlantico tra Europa e Africa".
L'energia sarà un altro degli elementi chiave della cooperazione. "Il Marocco - aggiunge Somoue - si propone come partner strategico affidabile per la transizione energetica europea, in particolare nello sviluppo dell'idrogeno verde, quindi, una delle priorità è sviluppare le infrastrutture legate a questa catena del valore". Il secondo elemento "è lo sviluppo della dinamicità dei porti e della connettività logistica tra le due parti: tra il Marocco e il versante atlantico dell'Africa, facilitando l'accesso delle aziende europee a questo sito importante del continente", afferma il Presidente del Centro Studi per lo sviluppo del Mediterraneo. "Ci attendiamo di continuare la dinamica di industrializzazione del nostro Paese, ipotizzando che l'Europa cercherà di aiutare più aziende a insediare parte delle loro attività nel Regno del Marocco per sviluppare processi di co-sviluppo vantaggiosi, in termini di favorevoli e posizionamento commerciale, considerando gli interessi geo-economici di Europa e Africa. È pronta ad avviare colloqui con Rabat per un accordo completamente nuovo sulla pesca. Un’ intesa che, secondo Somoue "contribuirebbe anche alla sicurezza alimentare europea, considerato l'impegno del Marocco in una gestione responsabile e sostenibile delle risorse marine". I Paesi dell'Ue, da parte loro, hanno conferito all'esecutivo europeo il mandato per negoziare sia un accordo di partenariato per una pesca sostenibile (Sfpa) - il quadro generale di cooperazione - sia un protocollo di attuazione che conceda alle navi dell'Ue, l'accesso alle acque marocchine. L'ultimo protocollo tra Bruxelles e il Marocco è scaduto nel 2023, il che significa che da allora la flotta europea non opera più in quelle acque.
In precedenza, la stragrande maggioranza delle catture dell'Ue - oltre il 90% - avveniva nelle acque del Sahara Occidentale, secondo un rapporto Ue. L'esperto crede che "la comunità internazionale sia convinta che la questione del Sahara Occidentale sia ormai superata, specialmente dopo la risoluzione delle Nazioni Unite che afferma in modo molto diretto che la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale è la realtà attuale". Somoue spiega all’Agenzia Nova che "la dinamica relativa al Sahara è soprattutto economica e di sviluppo: gli investimenti nelle province del Sud hanno avuto un impatto diretto su infrastrutture, occupazione e benefici per le popolazioni locali", evidenziando che "dopo lo sviluppo delle posizioni politiche di Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e di molti altri paesi, che sostengono il piano di autonomia del Marocco, è normale che il Sahara Occidentale venga incluso in un nuovo accordo sulla pesca". Lo scorso 14 gennaio, infatti, gli ambasciatori dell'Ue hanno autorizzato la Commissione - che sarà rappresentata da una riunione, con la commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Suica - ad aprire negoziati per un nuovo accordo sulla pesca, dopo che il precedente era stato annullato in tribunale. Nel 2024, la Corte di giustizia dell'Ue ha stabilito che gli accordi Ue-Marocco sulla pesca e sull'agricoltura violavano il diritto al consenso del popolo del contestato Sahara Occidentale. Alla fine del 2025, la Commissione ha modificato l'accordo agricolo per renderlo conforme alla sentenza.







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