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Nagorno Karakah - Gli azeri arrestano l'ex Ministro armeno Ruben Vardanyan


Letizia Leonardi - Mentre già oltre 50 mila armeni, per salvarsi la vita, sono stati costretti a lasciare la loro terra e tutto ciò che avevano, gli azeri vandalizzano gli antichi monasteri armeni e cercano autorità istituzionali di quella che era l'autoproclamata Repubblica d'Artsakh. Oggi hanno arrestato l'ex Ministro di Stato Ruben Vardanyan mentre stava lasciando l'Artsakh, come fosse un criminale qualsiasi. All'Azerbaijan non basta aver avuto la meglio in una prova di forza impari, contro un popolo pacifico, stremato da oltre nove mesi di stenti, che chiedeva solo di vivere tranquillamente nella propria patria. Il governo di Baku vuole infierire e umiliare la popolazione vinta. Dai numerosi video si può assistere a terribili atti vandalici azeri contro antichissimi monasteri armeni. Ormai sappiamo che è il modus operandi dell'Azerbaijan. Lo hanno sempre fatto dopo ogni conquista. La presenza armena non solo deve sparire dal territorio del Nagorno Karabakh ma anche tutto ciò che li ricorda, anche se monumenti di grandissima importanza storica e religiosa, deve essere distrutto. I soldati del governo di Baku controllano ogni auto che passa il confine, perfino i bagagliai. Un colpo al cuore vedere questa nuova deportazione, questa nuova diaspora che abbandona, ancora una volta, tutto quello costruito in una vita. Anziani con i volti scavati dal dolore, bambini che tentano di lasciare il proprio nome o la propria impronta sui muri, con la speranza che il loro sia solo un arrivederci rivolto alla loro patria. Meglio che non sappiano che fine faranno quelle loro tenere testimonianze quando gli azeri passeranno da lì. Saranno gli azeri a occupare le loro scuole, le loro case, a prendere il posto nelle attività dei loro genitori. Cambieranno tutto, anche i nomi delle città, quelle città che hanno respirato cristianità da secoli. Si spera solo che l'Occidente, Italia in testa, abbia almeno il buongusto di risparmiare agli armeni dell'Artsakh l'umiliazione delle loro passerelle di congratulazioni al dittatore Aliyev, come avvenuto dopo la guerra del 2020 finita con la disfatta degli armeni. Che abbiano almeno un po' di pudore e tanta tanta vergogna per aver lasciato soli gli armeni in tutti i momenti più drammatici.

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