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Onomastici e chiese libanesi

Camille Eid – Nel lungo elenco di santi delle Chiese orientali, fra i più noti c’è San Taraco (Tarachus), soldato romano celebrato l’11 ottobre nel calendario romano insieme ai compagni Probo e Andronico. Taraco è noto in Libano con il soprannome di Adna مار أدنا (o Adnaos) che in siriaco significa orecchio, senza dubbio in riferimento al supplizio subito.

Mar Adna vanta diversi luoghi di culto in Libano, alcuni dei quali molto antichi. Nel Kesruan è famoso il convento antoniano maronita di Nammoura; nel distretto di Byblos, le chiese di Aqoura, Bentael e Mazarib; nel distretto di Batroun, quelle di Beit Kassab (S. Giorgio e S. Adna), Abdelli e Chabtine; nella Koura le chiese di Ain Ikrine, Bahboush, Anfeh, Ijd Ibrin e Bnihrane (in quest'ultima soggiornò nel 1283 il patriarca maronita); nel distretto di Bsharre a Hadshit; Zghorta, nella località di Zawye. Nell'Akkar, a Beit Daud e Tallet Shataha; Esiste una cappella a Majdel el-Meouch, nello Chouf, dedicata a Mar Adna.

oltre alla festa di S. Teresa d’Avila, le chiese maronita e siriaca celebrano la memoria di Sant’Isaia l’Aleppino مارشعيا الراهب أو الحلبي, un monaco del V secolo, da non confondere quindi con l’omonimo profeta. Le due figure, il monaco e il profeta, convivono tuttavia pacificamente su una collina vicino a Broummana, dove si trovano tre luoghi di culto – maronita, melchita e ortodosso – dedicati a Mar Chaaya (abbreviazione locale di Achaaya, Isaia), tanto da dare alla vicina frazione il nome di Mar Chaaya-Mzakkeh.

È in questo bellissimo luogo che nell’anno 1700 è nato l’Ordine Antoniano Maronita di Sant’Isaia che conta moltissimi monasteri, sia in Libano che all’estero. Riprendo da un articolo uscita dieci anni fa su 30Giorni. «Tutto comincia con il vescovo Gebraël Blouzani, futuro patriarca della Chiesa maronita, che, nel 1673, decise di fondare il monastero di Nostra Signora a Tamiche, nel nord del Libano, rendendolo sede del suo vescovado», racconta padre Maged Maroun. «Dopo aver educato molti giovani alle regole della vita monastica orientale, li inviò a edificare il monastero di Sant’Isaia a Broummana, in cima a una collina nota come “Aramta”. Dove, il giorno della festa dell’Assunzione del 1700, fu celebrata la prima messa

La zona era abitata principalmente da drusi (…) L’emiro Abdullah Abillamah, capo dei drusi della zona, aveva accolto talmente di buon grado l’arrivo dei monaci da decidere, insieme con altri emiri della zona, di mandare i propri figli a studiare dai monaci antoniani. Molti di loro chiesero di essere battezzati. Anche a motivo di tutto ciò, papa Clemente XII approvò il nostro ordine con la bolla Misericordiarum Pater, il 17 gennaio 1740». Un’altra chiesa dedicata a Mar Chaaya si trova nella località di Qartada, distretto di Baabda.

Pure a Roma, il Collegio antoniano maronita è proprio dedicato a Sant’Isaia. L’arrivo dei monaci a Roma risale al 1906, con un primo seminario sul Gianicolo. I sacerdoti che vi risiedono si specializzano in Musica sacra, Diritto canonico, Scienze ecclesiastiche orientali e Dialogo islamo-cristiano al Pontificio Istituto Orientale (Pio) e al Pontificio Istituto di Studi arabi e d’islamistica (Pisai).

Altre chiese in Libano sono dedicate a N.S. del Rosario. Ne abbiamo una a Beirut (zona Hamra), una nel distretto di Baabda, a Kfarshima; cinque nel Kesruan (Zouk Mosbeh, Hrajil, Ghadir, Achqout e Yahshoush); una nello Chouf, a Deir al-Qamar; una nel Metn, a Zikrit; e tre nel distretto di Byblos, a Kilsh, Qehmez e Kfarshilli-Maifouq.

In Libano si trovano inoltre dieci conventi delle suore del Rosario راهبات الوردية che gestiscono anche il rinomato ospedale di Jeitawi مستشفى الجعيتاوي, pesantemente danneggiato dall'esplosione del 4 agosto 2020 al porto di Beirut. Nata nel 1880 a Gerusalemme ad opera della beata Marie-Alphonsine (al secolo Sultana Ghattas), è la prima congregazione femminile a operare in Medio Oriente. Le suore del Rosario hanno contribuito alla nascita di un'altra congregazione, le religiose libanesi della Sacra famiglia (Ibrine راهباتعبرين). Buon onomastico a Rosaria, Rosario, Rosarina, Sarina, Saretta...

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