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Roma - Giornata Internazionale di Gerusalemme, evento di Assadakah a Horafelix

  • 28 mar 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Da destra: Yousef Salman, Presidente comunità palestinese di Roma e del Lazio; Talal Khrais, giornalista e reporter di guerra; Michele Cioffi, Responsabile Nazionale Dipartimento Cultura, Sport e Spettacolo Libertas; Ambasciatore Bruno Scapini, esperto di geopolitica e relazioni internazionali; Elisabetta Pamela Petrolati, insegnante e poetessa.
Da destra: Yousef Salman, Presidente comunità palestinese di Roma e del Lazio; Talal Khrais, giornalista e reporter di guerra; Michele Cioffi, Responsabile Nazionale Dipartimento Cultura, Sport e Spettacolo Libertas; Ambasciatore Bruno Scapini, esperto di geopolitica e relazioni internazionali; Elisabetta Pamela Petrolati, insegnante e poetessa.

Elisabetta Pamela Petrolati (Assadakah News) - Nel noto caffè letterario romano Horafelix, in via Reggio Emilia n. 89, si è svolto l’evento organizzato dall’Associazione di amicizia italo-araba Assadakah per commemorare la Giornata Internazionale di Gerusalemme. La ricorrenza, che cade il giorno 4 aprile e istituita nel 1979, costituisce un’importante occasione per esprimere solidarietà e vicinanza al popolo palestinese, in questi giorni vittima di un’atroce recrudescenza dei bombardamenti e delle uccisioni di civili da parte dell’esercito israeliano. Assadakah ha ritenuto opportuno e doveroso continuare a rompere il silenzio omertoso e l’indifferenza generale della comunità internazionale su quanto sta accadendo a Gaza.


La Giornata Internazionale di Gerusalemme ci ricorda che siamo molto lontani dal significato etimologico del suo nome , “città della pace”. Prestigiosi relatori hanno dato voce a chi voce non ha con le loro riflessioni, condivise con l’attento pubblico intervenuto che ha partecipato con profonda empatia e attenzione e ponendo precise domande di approfondimento.

La scrivente, impegnata nella moderazione dell’evento, ha letto, tra una relazione e l’altra, alcune poesie del poeta-ingegnere Francesco Terrone, Presidente Onorario di Assadakah, estremamente sensibile alla tematica dell’infanzia violata e negata: poesie che hanno suscitato grande emozione tra gli ascoltatori.  

Il primo a prendere la parola è stato l’Ambasciatore Bruno Scapini, diplomatico con oltre quaranta anni di carriera ed esperienza, esperto di geopolitica e relazioni internazionali, nonché scrittore di romanzi del filone di fantapolitica.

L’Ambasciatore ha esordito definendo vergognosa la situazione del popolo palestinese e la posizione assunta dalla comunità internazionale a supporto della politica israeliana rispetto al genocidio in atto. Scapini ha infatti sottolineato la gravità del sostegno occidentale all’atteggiamento israeliano chiaramente intransigente e non rispettoso di qualsiasi accordo.


A seguire è intervenuto il dott. Talal Khrais, noto giornalista, reporter di guerra di fama internazionale, fondatore di Assadakah, associazione di amicizia italo-araba patrocinata dalla Lega Araba. Khrais ha condiviso con i presenti la sua esperienza personale che lo ha visto, sin da piccolo, convivere con i palestinesi rifugiatisi in Libano e ha affermato con grande amarezza che il popolo palestinese è considerato dagli israeliani e dall’Occidente, “un popolo in più”, un popolo che dà fastidio, che non dovrebbe esserci.

Successivamente ha preso la parola il dott. Michele Cioffi, Responsabile Nazionale del Dipartimento Cultura, Sport e Spettacolo Libertas, che ha offerto uno sguardo umanistico della situazione sottolineando che la decadenza di una società inizia proprio dal distacco dal senso di umanità. “Tale distacco, unito alla crisi del sistema internazionale liberale - ha affermato Cioffi - ha portato l’occidente, e l’Europa in particolare, a voltarsi dall’altra parte verso la tragedia palestinese”.

In conclusione, per dare un raccordo organico a quanto detto in precedenza, dando testimonianza diretta e appassionata, è intervenuto il dott. Yousef Salman, medico, presidente della Comunità palestinese di Roma e del Lazio, in Italia da molti anni ma da sempre militante attivo  e indefesso della causa del suo popolo. Salman ha esordito definendo ciò che sta accadendo in Palestina come una vera assurdità che esula dai parametri di normalità. In un lungo e articolato intervento storico- politico, il presidente romano e laziale della comunità palestinese ha affermato che il suo popolo sta pagando per  l’olocausto ebraico di cui non è assolutamente colpevole; ha asserito, inoltre, che quanto sta accadendo non ha mai avuto, secondo lui, le caratteristiche di un conflitto religioso. Ha messo in luce l’assurdità dell’intento di Trump di  sfollare i gazawi dalle loro terre e la responsabilità storica delle manovre inglesi nella questione palestinese.


Ciò nonostante, a dispetto delle atrocità che i palestinesi stanno subendo, Salman crede fermamente che alla fine il suo popolo riavrà la propria terra, anche se ci vorranno anni: la resistenza interna dei palestinesi, supportata da tutte le nazioni disposte a riconoscere lo Stato della Palestina, farà in  modo di sconfiggere anche le forze sproporzionalmente più forti e aggressive.

I relatori intervenuti hanno concordato nel condannare la legge approvata dal parlamento israeliano, la Knesset, che prevede la legalizzazione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Così come sono state condannate le azioni aggressive del governo Israeliano considerate una “flagrante violazione” delle risoluzioni di legittimità internazionale, in particolare della recente risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha affermato il rifiuto e la condanna della comunità internazionale delle misure illegali israeliane e ne ha chiesto la cessazione.


L’associazione Assadakah, unitamente alle altre organizzazioni amiche e solidali, si è impegnata a continuare la sua opera di contrasto (con attività di sensibilizzazione e campagne di solidarietà) alle violazioni sioniste perseguendo tutti i canali diplomatici e legali nella creazione di consensi internazionali. Ciò al fine di difendere il diritto del popolo arabo palestinese nel recuperare i diritti usurpati e per costituire il proprio Stato Palestinese con Gerusalemme come capitale.

L’evento si è concluso in un clima di grande raccoglimento e compartecipazione dei presenti, motivati all’impegno personale di dare seguito a quanto ascoltato e condiviso.

Sentitamente e sempre a fianco del popolo palestinese.

 

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