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Tunisi - “Magna Mater” fra Roma e Zama

  • 2 giorni fa
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Assadakah News - Da Roma a Tunisi: la grande mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, dopo essere stata esposta al Parco archeologico del Colosseo, arriva al Museo del Bardo di Tunisi, dove aprirà domani, 21 gennaio, al pubblico, e sarà allestita sino al 21 luglio.

Opere inedite, installazioni multimediali e un racconto affascinante del culto della Grande Dea, nel segno della cooperazione culturale tra Italia e Tunisia per un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia.

Promossa dal Parco archeologico del Colosseo in collaborazione con l’Institut National du Patrimoine Tunisien, nell’ambito del Piano Mattei per l'Africa, la mostra è curata da Alfonsina Russo, Tarek Baccouche, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Sondès Douggui-Roux con Patrizio Pensabene, Aura Picchione e Angelica Pujia.

Al centro dell’esposizione è la figura della Magna Mater – la Grande Madre – antica divinità dalle molteplici identità (Kubaba, Cibele, Kybele, Meter Theon), venerata per oltre un millennio in Anatolia, Grecia e Roma. La mostra ne ripercorre origini e trasformazioni, dal culto frigio all’adozione ufficiale a Roma nel 204 a.C., quando, secondo il responso dei Libri Sibillini, la sua immagine aniconica fu trasferita da Pessinunte al Palatino, divenendo simbolo di salvezza e rigenerazione per l’Urbe.

Il percorso espositivo offre un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater: dalle opere provenienti dagli scavi di Zama Regia, straordinarie evidenze archeologiche della presenza del culto della Magna Mater nel Nord Africa romano, alla prospettiva delle province dell’Impero – dall’Egitto alle Gallie, dalla Tracia alla Britannia – con una riflessione sulla diffusione e trasformazione del culto in epoca tardoantica. In mostra sarà possibile esplorare le radici orientali della dea e la loro trasmissione nel mondo greco ed ellenistico, con un focus particolare sul carattere misterico del culto, sino all’introduzione del culto a Roma durante la Seconda guerra punica, con i significati politici e storici dell’evento. La mostra si chiude infine con una selezione di opere d’arte che illustrano la fortuna iconografica, letteraria e filosofica della dea tra Rinascimento e Seicento.

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