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Algeria - Lodi e diplomazia economica.

  • 28 lug 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Lodi e diplomazia economica: il Presidente algerino Tebboune

elogia Giorgia Meloni per i risultati economici e i rapporti bilaterali


Maddalena Celano (Assadakah News) - Durante il Business Forum Italia–Algeria svoltosi a Roma il 25 luglio 2025, il Presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune, ha espresso parole di forte apprezzamento nei confronti della Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni. In un intervento formale ma carico di significati diplomatici, Tebboune ha ringraziato Meloni per l’impegno dimostrato nel rafforzare i legami bilaterali tra Italia e Algeria, sottolineando in particolare i risultati positivi ottenuti in campo economico.

“Io vorrei ringraziarla per gli sforzi profusi e che continua a profondere per instaurare e rafforzare i rapporti intensi tra l'Italia e l'Algeria, tra i due Stati e tra le due nazioni. Vorrei ringraziarLa soprattutto per i risultati positivi che lei ha raggiunto, soprattutto dal punto di vista economico, raggiungendo diversi obiettivi, senza intromettermi nelle questioni interne italiane ovviamente”, ha dichiarato Tebboune.

Il contesto era quello del forum economico bilaterale, una piattaforma sempre più centrale per gli interessi strategici del Mediterraneo, soprattutto in un momento storico in cui l’Algeria si riconferma partner energetico di primo piano per l’Italia.


📜 Cornice storica: Italia e Algeria, alleati tra Mediterraneo e decolonizzazione


Le relazioni tra Italia e Algeria affondano le radici in un passato complesso e multidimensionale. Sebbene l’Italia non abbia mai avuto un ruolo coloniale diretto in Algeria — che fu invece colonia francese fino al 1962 — essa fu sin da subito uno dei primi Paesi europei a riconoscere la neonata Repubblica algerina dopo la vittoriosa guerra d’indipendenza contro la Francia.

Durante gli anni Sessanta e Settanta, l’Algeria assunse un ruolo guida nei movimenti del Terzo Mondo e dei Paesi non allineati. L’Italia, sotto governi democristiani e di centrosinistra, mantenne sempre una linea di dialogo aperto, anche grazie alla mediazione di figure come Enrico Mattei, fondatore dell’ENI, che intrattenne relazioni dirette con i leader nordafricani, inclusi quelli del FLN algerino.

L’eredità matteianna — oggi richiamata da Meloni nel suo “Piano Mattei” — si basa su una visione di cooperazione economica paritaria, che sfidava le logiche neocoloniali delle multinazionali anglo-americane. In questo senso, le relazioni italo-algerine si fondano storicamente su una certa asimmetria benefica, in cui l’Italia ha spesso adottato una postura meno invadente rispetto ad altri partner europei.

Negli anni Duemila, soprattutto a partire dagli accordi energetici tra ENI e Sonatrach (compagnia petrolifera algerina), la cooperazione si è intensificata. L’Italia è oggi uno dei principali importatori di gas naturale dall’Algeria, e Algeri è diventato un partner strategico anche nel campo delle energie rinnovabili, della formazione professionale e della logistica mediterranea.

🌍 Diplomazia economica e alleanze mediterranee


In un quadro geopolitico in rapida trasformazione, l’Italia punta oggi su una “matrice mediterranea” della sua politica estera. Giorgia Meloni, nel proporre il suo “Piano Mattei per l’Africa”, cerca di rilanciare un partenariato fondato sulla cooperazione reciproca e sulla centralità del Sud globale. L’Algeria, da parte sua, continua a svolgere un ruolo di mediatore regionale, con legami stabili con la Russia, la Cina e diversi Paesi arabi.

A differenza di Egitto, Tunisia o Marocco — con cui l’Italia ha rapporti tesi o strumentali — l’Algeria rappresenta un partner con una visione sovrana e autonoma, poco incline a farsi dettare agende dall’esterno. L’elogio di Tebboune a Meloni rafforza così un’alleanza strategica fondata su energia, stabilità e interessi convergenti.


🔍 Un riconoscimento calcolato


Le parole del presidente algerino possono essere lette come un riconoscimento del pragmatismo diplomatico italiano, ma anche come un gesto che mira a consolidare il ruolo dell’Algeria come attore chiave nel Mediterraneo allargato. L’intervento di Tebboune è misurato e rispettoso delle dinamiche italiane, ma strategicamente utile per confermare l’Algeria come interlocutore affidabile e centrale.


🎥 Fonte ufficiale

Il Business Forum Italia–Algeria del luglio 2025 non è stato solo una vetrina diplomatica, ma una concreta riaffermazione dell’asse Roma–Algeri come cardine della stabilità e dello sviluppo mediterraneo. In un’epoca in cui l’Europa fatica a costruire rapporti egualitari con il Sud globale, l’Italia può (e forse deve) ritrovare nel dialogo con l’Algeria un modello alternativo di cooperazione, in equilibrio tra memoria storica e interessi energetici.



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