top of page

Il militante libanese, Georges Ibrahim Abdallah, è stato liberato!

  • 18 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 19 lug


✊ Georges Abdallah: il più longevo prigioniero politico d’Europa verso la libertà

Maddalena Celano (Assadakah News)

ree

Dopo quarant’anni di carcere, un tribunale francese ha finalmente ordinato la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah, militante comunista libanese del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), imprigionato dal 1984 per il suo presunto coinvolgimento nelle operazioni di resistenza armata contro esponenti diplomatici statunitensi e israeliani a Parigi.

Simbolo indiscusso della lotta antimperialista e della solidarietà internazionalista con la causa palestinese, Georges Abdallah è diventato nel tempo una figura emblematica della repressione politica in Europa, detenuto ben oltre il termine legale della sua pena, già formalmente scontata nel 1999. La sua liberazione, teoricamente possibile da più di vent’anni, è stata sistematicamente bloccata da pressioni politiche statunitensi, israeliane e francesi, con la complicità dei governi libanesi che hanno per troppo tempo scelto il silenzio.

La decisione della Corte di applicare finalmente la misura di scarcerazione è subordinata all’emissione di un decreto di espulsione da parte del Ministero dell’Interno francese, in direzione del Libano. Se tale decreto verrà firmato, Georges Abdallah potrebbe rientrare a Beirut entro la fine di luglio, concludendo così una detenzione arbitraria e vendicativa che ha scandalizzato giuristi, movimenti e attivisti per i diritti umani in tutto il mondo.

Ma chi è davvero Georges Abdallah?Nato nel 1951 a Kobayat, nel nord del Libano, Abdallah prende parte alla resistenza libanese contro l’invasione israeliana del 1982 e si unisce al FPLP, organizzazione marxista-leninista parte integrante della lotta palestinese. Rifugiatosi in Francia, viene arrestato nel 1984 e condannato a ergastolo per "complicità" negli omicidi di un funzionario dell’ambasciata statunitense e di un diplomatico israeliano.

Le prove contro di lui si basavano in larga parte su presunzioni politiche, non su fatti inconfutabili. Tuttavia, nel clima della Guerra Fredda e sotto l’influenza della politica estera americana, la giustizia francese decise di renderlo un esempio: un "nemico interno", da schiacciare per dimostrare la fedeltà all’asse atlantico.

In carcere, Georges Abdallah non ha mai rinnegato le proprie idee, né chiesto grazia o compromessi. Ha continuato a scrivere, a formare giovani compagni, a denunciare le ingiustizie, diventando punto di riferimento morale per intere generazioni di attivisti.

Non è un caso che la sua cella sia stata, negli anni, più sorvegliata di quelle dei terroristi neonazisti o dei criminali seriali: Abdallah rappresenta il crimine imperdonabile, quello del pensiero lucido, coerente, anticolonialista.

La sua lunga detenzione non ha fiaccato la sua volontà, né quella di centinaia di comitati internazionali che ogni anno, ogni mese, ogni giorno hanno continuato a gridare: “Libertà per Georges Abdallah!”A Beirut, numerose forze della resistenza, compresi rappresentanti di Hezbollah e del FPLP, si preparano ad accoglierlo con onore, come un eroe della causa araba e rivoluzionaria.

Se il decreto di espulsione sarà finalmente firmato, questo mese di luglio 2025 segnerà non solo la fine di una lunga prigionia, ma anche una vittoria per tutte e tutti coloro che credono nella giustizia, nella liberazione dei popoli e nella dignità della resistenza.

Nel momento in cui la Palestina è più che mai sotto attacco, la notizia della possibile liberazione di Georges Abdallah ci ricorda che la solidarietà non è reato, ma dovere politico e umano.

📌 Assadakah continuerà a seguire da vicino l’evolversi della situazione, raccogliendo voci e testimonianze di chi, per decenni, ha lottato per non lasciarlo solo.

🟥 Libertà per Georges Abdallah! Palestina libera!

Fammi sapere se vuoi aggiungere una parte più personale, una citazione diretta o un aggiornamento dell’ultima ora. Posso anche tradurlo in francese o arabo per una diffusione internazionale.

Commenti


bottom of page