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Armenia - L'Ambasciatore Ferranti all’Accademia di Yerevan

  • 21 ott 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Nel quadro della XXV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, l’Ambasciatore d’Italia in Armenia, Alessandro Ferranti, accompagnato da una delegazione dell’Ambasciata d’Italia a Yerevan, ha effettuato una visita ufficiale all’Accademia Statale di Belle Arti. Ad accoglierli c’era il Rettore dell’Accademia, Vardan Azatyan, che ha sottolineato l’importanza delle relazioni armeno-italiane e ha evidenziato come si apra ampio il margine per potenziare la cooperazione tra i due Paesi nel settore delle arti visive.

Durante la visita, l’Ambasciatore Ferranti ha incontrato gli studenti iscritti al corso di lingua italiana. In tale occasione ha rivolto loro auguri per un pieno successo nel loro percorso formativo: un cammino che non solo migliora la conoscenza della lingua, ma «allarga gli orizzonti delle ispirazioni e delle opportunità di sviluppo dei talenti e di sbocco professionale». Alla delegazione sono state presentate due componenti fondamentali dell’ambito culturale: una nuova collezione della Biblioteca dell’Accademia dedicata alla lingua e cultura italiana e la mostra intitolata “Pensare attraverso la pittura: il corpo come modello”, allestita nella sala espositiva dell’Istituto d’Arte.

Il comunicato ricorda che l’insegnamento della lingua italiana presso l’Accademia risale al 2013. Nel corso degli anni circa 20 studenti hanno ottenuto la certificazione CELI (livelli A2, B1, B2) e alcuni di questi hanno proseguito gli studi in Italia. A partire dal 2014 l’Accademia collabora con la Università per Stranieri di Perugia offrendo agli studenti borse di studio per l’apprendimento della lingua e della cultura italiana.

La visita assume una valenza simbolica e concreta in termini di diplomazia culturale: mira a valorizzare la lingua italiana come elemento centrale del rapporto tra Italia e Armenia e a promuovere un modello di apprendimento dell’italiano che favorisca collaborazioni, scambi e opportunità reciproche. Da un punto di vista tradizionale questo tipo di iniziativa testimonia che la diffusione della lingua e della cultura non è un accessorio, bensì una leva di dialogo e di rafforzamento delle relazioni tra Stati. In un’epoca in cui tutto corre veloce, questi tratti “classici” di cooperazione accademica e linguistica acquisiscono un valore ancora più forte: puntano sulla continuità, sulla formazione, sull’aumento delle competenze e sulla costruzione di reti durature.

Se alle istituzioni e agli studenti è chiaro che l’italiano è un ponte verso nuove opportunità, quel che resta da coltivare è la costanza: mantenere i percorsi, garantirne la qualità, assicurare che dietro ogni certificazione ci sia realmente una possibilità concreta (studio, lavoro, scambio). E l’Italia, qui, gioca bene la sua parte, fornendo strumenti, borse, relazioni.

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