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BREAKING NEWS - Escalation alle porte?

Assadakah News Agency - Da fonte americana, si sta diffondendo la insistente voce di una risposta israeliana a breve termine, all’attacco proveniente dall’Iran, che potrebbe verificarsi già nelle prossime ore, con missili balistici direttamente su Teheran.

Gli Stati Uniti, che hanno ieri difeso Israele, prendendo parte all’abbattimento di gran parte dei missili e droni iraniani, hanno ufficialmente fatto sapere di non voler essere coinvolti in un allargamento del conflitto e in una condizione di aperta ostilità con la Repubblica Islamica dell’Iran, come vuole Netanyahu, ma che avrebbe pesanti conseguenze. L’Iran ha più volte notificato di avere una precisa lista di obiettivi che, oltre a Israele, potrebbero essere le basi americane in Qatar, Arabia Saudita, Bahrain o Kuwait. Una posizione espressa con decisione dal ministro degli esteri Abdullahian la settimana scorsa.

L’innalzamento della tensione coincide con il primo concreto disimpegno militare israelianodalla Striscia di Gaza dopo mesi di guerra ininterrotta. Domenica 7 aprile, infatti, l’esercito israeliano ha annunciato di aver ritirato le sue forze di terra da Khan Younis, nel sud dell’enclave palestinese, ridotta in macerie, ma ha confermato la presenza di una forza significativa della 162a divisione e della brigata Nahal per operazioni di intelligence.

Il confronto aperto con l’Iran riporta ora l’attenzione verso un altro fronte, mentre a Gaza non è stato raggiunto l’obiettivo di sgominare Hamas, tanto meno quello di liberare gli ostaggi.

Nell’attacco a Damasco del primo aprile scorso erano rimasti uccisi il generale Mohammad Reza Zahedi, alto comandante della forza Quds, responsabile operativo e logistico in Siria e Libano e uomo di collegamento con Hezbollah; e il suo vice, generale Mohammad Hadi Hajriahimi. Il quotidiano The Times of Israel riferisce che il gabinetto di guerra israeliano non ha ancora stabilito se e quando ci sarà un contrattacco israeliano in risposta all’offensiva iraniana, ma resta il fatto che gli USA non sembrano pronti a sostenere attivamente Israele in questo tipo di scenario.

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