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“Con Sayed Mekkawi, un gemellaggio artistico”

Francesco Terrone – "Da moltissimi anni mi appassiono di letteratura, di cultura, della scoperta dei legami che uniscono ideali apparentemente distanti, e semmai caratteristici della diversità che unisce. In questo senso, la cultura araba in genere è immensamente affascinante, in particolare la cultura popolare, quella autentica, che viene dalla strada. Per questo mi sono appassionato a una persona che, come me, ha fatto della poesia uno strumento per unificare le diverse culture, all’insegna della pace e della convivenza…Sto parlando di Sayyed Mekkawi, compositore, autore, interprete che dall’Egitto ha attirato il mondo. La sua è inoltre una vicenda personale che, a livello emozionale, ha del sorprendente, e forse è la dimostrazione che le persone particolarmente sensibili hanno un dono, e che tale dono a volte a un prezzo.

Com’è noto, infatti, il giovane Sayyed perse la vista per cause cliniche inspiegabili, che scatenarono un pianto e una lacrimazione ininterrotti, alla morte del padre. Una menomazione fisica che aprì ben altre porte della percezione, e che lo portò allo studio a memoria del Corano e a diventarne uno fra i più rispettati studiosi e interpreti di Al Azhar. La conoscenza di Sayyed Mekkawi ha cominciato ad aprirsi, ampliarsi, con la conoscenza del Corano e il confronto con le altre culture, oltre alla specializzazione molto particolare della recitazione del Testo Sacro, accresciuta e affinata dalla profonda conoscenza della musica sacra, della composizione, e di alcuni raffinati strumenti come il liuto.

Considero la poesia e la musica come massime espressioni della spiritualità e della sensibilità, e l’unione delle due come la massima espressione artistica. Sayyed Mekkawi in questo è stato, ed è un maestro. Indimenticabile il personaggio di Al Missaharati, che lui e Fouad Haddad hanno creato nel 1951. Al Missaharati è un uomo che annuncia il pasto di Sahour, poco prima dell'alba durante il mese di Ramadan.

La musica di Sayed Mekkawy e i testi di Haddad hanno riportato in vita questa figura popolare con un ritmo tradizionale che può solo riempire di emozione qualsiasi arabo musulmano nel mondo e chiunque provi sensibilità, attrazione ed emozione. Sayed Mekkawy era un vero tuttofare, profondamente interessato alla condizione sociale, ai problemi intellettuali e anche alla politica di cui soffriva la gente comune. Critico e pronto a denunciare l'ingiustizia, con testi come "Al Istemara Rakba Al Humara", "Han Hareb" e "Al Ard Bitetkalem Arabi", creazioni che costituiscono la sua vera e propria eredità, essenza della tradizione nei suoi oltre 40 anni di carriera, al si fuori di ogni innovazione o modernizzazione. Un esempio su tutti? La musica di "Al Leila Al Kabira”, o le celebrazioni per la nascita del Profeta"...

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