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Egitto – Polemica sul raro reperto antico all’asta a Londra

  • 28 lug 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Una rara cavalletta egizia intagliata in avorio e legno, risalente con ogni probabilità all’epoca del faraone Tutankhamon, sarà battuta all’asta a Londra il prossimo mese da Apollo Art Auctions. L’oggetto, stimato tra le 300.000 e le 500.000 sterline (circa 352.000 – 586.000 euro), è però finito al centro di un acceso dibattito internazionale sulla sua provenienza e legittimità.

Il manufatto, noto come Guennol Grasshopper, è un piccolo contenitore per cosmetici, con ali mobili, occhi incastonati e compartimenti interni destinati forse a contenere kohl o profumo. Per alcuni studiosi, tra cui il rinomato egittologo Christian Loeben del Museo August Kestner di Hannover, si tratterebbe di un oggetto trafugato direttamente dalla tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, probabilmente sottratto dal celebre archeologo britannico Howard Carter, scopritore della tomba nel 1922.

Secondo quanto riportato dal New York Times, Loeben si dice “abbastanza convinto” dell’origine illecita del pezzo, basandosi sullo stile, sullo stato di conservazione e sulla somiglianza con altri manufatti certificati ritrovati nella tomba del giovane faraone. Per l’egittologo, la vendita rappresenta “una questione morale” e il reperto andrebbe restituito all’Egitto.

La casa d’aste, però, respinge le accuse: sostiene che non esistano prove documentali che colleghino l’oggetto alla tomba di Tutankhamon e che l’articolo non figura negli inventari ufficiali degli scavi condotti da Carter. Inoltre, il Guennol Grasshopper è stato verificato dall’Art Loss Register, il database internazionale degli oggetti d’arte rubati, che ne ha certificato la “non provenienza da furto”.

Tuttavia, il caso non è isolato. Lo stesso Metropolitan Museum of Art di New York, nel 2010, ha restituito all’Egitto 19 oggetti provenienti dalla tomba di Tutankhamon dopo verifiche approfondite. E già nel 1978, nel libro Tutankhamun: The Untold Story, l’allora direttore del Met Thomas Hoving avanzava l’ipotesi che proprio il grasshopper fosse uno dei pezzi sfuggiti agli elenchi ufficiali e rimasti in mano a Carter.

A complicare il quadro c’è il fatto che l’oggetto ha una storia espositiva lunga. È stato esposto al Brooklyn Museum tra il 1948 e il 2002, e per un breve periodo al Met nel 1969. Dopo essere appartenuto a celebri collezionisti, è stato acquistato nel 2007 dalla Merrin Gallery di New York, con fattura regolare. Il prezzo di vendita all’epoca è stato di 1,2 milioni di dollari.

James Ratcliffe, direttore dell’Art Loss Register, ammette che l’oggetto si trova in una “zona ambigua”: non è stato segnalato ufficialmente come trafugato, ma le prove indirette e il contesto storico sollevano più di un dubbio.

Il governo egiziano, almeno per ora, non ha avanzato richieste ufficiali di restituzione. Ma numerosi esperti e osservatori internazionali ritengono che l’asta, se portata a termine, rappresenterebbe un nuovo caso di violazione etica nei confronti del patrimonio culturale egiziano. A meno di un intervento diplomatico dell’ultimo minuto, il destino del piccolo “grillo sacro” si deciderà al miglior offerente.

(Foto Sky tg24)

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