Francesco Gallo Mazzeo accolto dal Presidente dell’Armenia
- 14 ott
- Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Il presidente della Repubblica d’Armenia, Vahagn Khachaturyan, ha ricevuto al Palazzo presidenziale il critico e storico dell’arte italiano Francesco Gallo Mazzeo, attualmente nel Paese per un ciclo di incontri e conferenze organizzati in collaborazione con lo scultore armeno Vigen Avetis.
L’incontro, reso noto dall’amministrazione presidenziale armena, si inserisce nel quadro delle sempre più fitte relazioni culturali tra Armenia e Italia, due nazioni accomunate da un’eredità storica millenaria e da una profonda identità cristiana. Negli ultimi anni, l’Armenia ha intensificato la propria diplomazia culturale, consapevole del ruolo strategico del patrimonio artistico come strumento di dialogo internazionale: basti pensare che l’UNESCO riconosce già sette siti armeni come patrimonio dell’umanità, dal monastero di Geghard al complesso monastico di Haghpat.
Il Capo della Repubblica Caucasica Khachaturyan ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro di Gallo Mazzeo nel campo della storia dell’arte italiana e internazionale, sottolineando come la condivisione di esperienze tra studiosi, accademici e artisti rappresenti un investimento fondamentale per la formazione dei giovani e per lo sviluppo del pensiero creativo. Una posizione in linea con la recente strategia culturale armena, che mira a rafforzare il ruolo del Paese nei circuiti accademici europei attraverso scambi bilaterali e progetti congiunti con università e istituzioni estere.

Da parte sua, Gallo Mazzeo ha dichiarato di avere un legame antico con l’Armenia, un Paese che, come ricordato anche dal presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella durante la sua visita del 2022 a Yerevan, «ha donato all’umanità uno straordinario patrimonio spirituale e culturale, frutto di secoli di resilienza». Il critico ha elogiato l’unicità dell’arte armena, che fonde influenze orientali e mediterranee in un linguaggio iconografico inconfondibile, dalle croci scolpite (khachkar) alle miniature medievali.
Nel corso del colloquio sono stati affrontati temi legati alla trasmissione del sapere, all’innovazione e alla tutela delle tradizioni educative, con un’attenzione particolare al ruolo della cultura come ponte tra popoli. Entrambe le parti hanno ribadito che la cooperazione artistica non è un mero fatto estetico, ma un atto politico nel senso più nobile del termine: un vaccino contro l’oblio e contro le fratture tra le nazioni.
L’incontro con Francesco Gallo Mazzeo si colloca dunque non solo come omaggio a una figura di spicco della critica d’arte italiana, ma anche come ulteriore tassello nel consolidamento dei rapporti tra Armenia e Italia, in un momento in cui la piccola repubblica caucasica cerca di far sentire la propria voce nel mondo attraverso la forza silenziosa del suo patrimonio culturale.







Commenti