Il Presidente della Repubblica Italiana Mattarella negli Emirati Arabi Uniti
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Assadakah News

A Dubai è terminato il viaggio di Stato (di tre giorni) del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, negli Emirati Arabi Uniti, che ha incluso tappe ad Abu Dhabi e Dubai. E, proprio durante la permanenza negli Emirati Arabi Uniti si è verificato un ampio riassetto delle alleanze nella regione del Medio Oriente, allargato nei Paesi del Golfo. Secondo alcune ricostruzioni, l'Arabia Saudita potrebbe lavorare con un fronte arabo, fondato sul principio della sovranità statale e dell'integrità territoriale, in contrasto con l'approccio degli Emirati, percepito come più incline al sostegno di attori non statali e dinamiche di frammentazione. Nelle ultime settimane, sta emergendo un confronto sempre più strutturato tra Arabia Saudita, Egitto e Turchia, da un lato.

Emirati Arabi Uniti, Israele e una costellazione di attori non statali - tra cui il Consiglio di transizione del Sud in Yemen, le Forze di supporto rapido (Rsf) in Sudan, il Somaliland, reti armate attive nella Libia orientale e meridionale - dall'altro.
A questo, si aggiungono le discussioni di un accordo di difesa tra Riad, Islamabad e Ankara, definito dai media come una "Nato islamica".
Il Presidente della Repubblica Italiana ha insistito sulla necessità di dialogo e il ripristino della stabilità a livello globale, ma in particolare in Medio Oriente, dove restano le preoccupazioni per un eventuale attacco statunitense alla Repubblica Islamica dell'Iran. Il Presidente degli Stati Uniti ha richiamato l'invio verso la Repubblica Islamica dell’Iran, della portaerei Abraham Lincoln e del gruppo navale al seguito, sostenendo che il dispositivo è "pronto e capace" di eseguire la missione, se necessario, "con rapidità e violenza". La rappresentanza iraniana presso le Nazioni Unite ha definito queste parole una "minaccia chiara ed esplicita" di ricorso alla forza, mentre emergono ipotesi di una chiusura dello Stretto di Hormuz, da parte della Repubblica Islamica dell'Iran. Inoltre, è stata annunciata l'entrata in servizio di "mille droni strategici" destinati alle quattro forze armate del Paese.
Mattarella ad Abu Dhabi richiama al dialogo mentre salgono le tensioni Usa-Iran, accanto alla dimensione economica, nei rapporti tra Italia ed Emirati assume rilievo anche la componente politica, come confermato dalla visita di Stato di Mattarella, in particolare durante la tappa ad Abu Dhabi, dove ha incontrato il Presidente emiratino Bin Zayed Al Nahyan.
Successivamente si è recato nella residenza dell'Ambasciatore d'Italia, ad Abu Dhabi, Lorenzo Fanara, per poi avere un incontro con rappresentanti italiani del mondo accademico e scientifico. Sempre più ricercatori italiani scelgono gli Emirati, attratti dalle opportunità di crescita e dai grandi progetti di cooperazione nei settori avanzati, come lo spazio, la ricerca tecnologica. Nella residenza dell'Ambasciatore, Mattarella ha sottolineato l'importanza della presenza della comunità scientifica e accademica italiana negli Emirati Arabi Uniti, in quanto "consente davvero di accrescere i rapporti collaborativi con questo importante Paese". Il Presidente si è rivolto ai rappresentanti della comunità accademica e scientifica negli Emirati, affermando "venendo qui avete accolto una sfida, quella di affrontare una crescita professionale in un ambiente nuovo e diverso". E ha continuato "ci sono molti di voi impegnati nelle università in varie discipline, impegnati su diversi aspetti; altri nelle attività di carattere economico; altri in attività avanzate tecnologicamente su argomenti più moderni e prospettive future. Sono tutte dimensioni che sono, per voi, un successo, per l'Italia un grande sostegno e sono anche un contributo al dialogo internazionale e quindi alla pace, alla collaborazione internazionale. Sono un contributo al progresso che riguarda e coinvolge tutti senza confini".
A Dubai il Presidente Mattarella ha incontrato il sovrano di Dubai, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Mohammed bin Rashid Al Maktoum, al Palazzo Za'abeel, sede amministrativa della Famiglia Reale di Dubai.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha evidenziato incontrando, nella giornata finale del viaggio di Stato negli Emirati, una rappresentanza di dirigenti italiani residenti a Dubai, cuore del business e della finanza emiratina.
È stato valutato che "l'Italia è il Paese che ha insistito perché si giungesse a una collaborazione più organizzata e sistemica tra Unione Europea, Emirati Arabi Uniti, e questo è un risultato di successo politico". Un eventuale accordo di libero scambio tra Bruxelles ed Abu Dhabi, potrebbe disegnare "una cornice più ampia" per l'ulteriore sviluppo dei rapporti bilaterali, un nuovo contesto - ha evidenziato rivolgendosi alla comunità degli imprenditori italiani - "che agevola ulteriormente il lavoro che qui svolgete".
A maggio dell'anno scorso l'Ue e gli Emirati hanno ufficialmente dato il via ai negoziati, per quello che potrebbe diventare il primo accordo commerciale bilaterale nella regione. Un nuovo capitolo del commercio globale che, se sarà aperto, consentirà di avere nuove e interessanti prospettive, anche per le oltre 600 imprese presenti negli Emirati.
Rivolgendosi agli operatori economici presenti, il Presidente Mattarella ha insistito sull'importanza della loro presenza che rende preziosa la collaborazione per entrambi i Paesi. Quest'ultima, ha aggiunto il Capo dello Stato, "è davvero l'indicatore dello stato di salute di queste relazioni crescenti".
Nonostante lo sviluppo di nuovi progetti di cooperazione che investono anche il settore della cultura e degli scambi nei settori più disparati, la componente economica resta centrale nelle relazioni bilaterali tra Italia ed Emirati, che rappresentano un mercato ricco e particolarmente dinamico, capace di offrire grandi opportunità alle imprese italiane. A confermarlo è il valore complessivo dell'interscambio pari - stando a dati dell'Agenzia ICE - a 9,6 miliardi di euro, nel novembre 2025 (in crescita di oltre il 7% rispetto novembre 2024), di cui oltre 8 miliardi rappresentato dall'export italiano nel mercato emiratino. Dati incoraggianti e destinati a crescere ulteriormente sulla scia di un Pil che, per gli Emirati Arabi Uniti, potrebbe arrivare al 5% anche quest'anno.
Il Capo dello Stato italiano ha visitato lo Zayed National Museum, il Louvre di Abu Dhabi e la Casa della Famiglia Abramitica1 che ospita la Chiesa di San francesco d’Assisi, la Sinagoga di Mosè ben Maimon e la Moschea di Ahmed el-Tayeb.
1la Casa della Famiglia Abramitica è simbolo di pacifica convivenza tra le tre religioni monoteiste, è stata istituita dal "Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune", firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed al-Tayeb, ad Abu Dhabi nel 2019.







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