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Gaza - Assadakah: Cordoglio per la famiglia del collega Al Dahdouh

Assadakah News Agency - La guerra a Gaza continua a mietere vittime, in maggioranza fra la popolazione palestinese della enclave, e in particolare fra coloro che svolgono la missione di raccontare questo terribile conflitto. Sono otto gli operatori dell’informazione morti a nella Striscia di Gaza, dall’inizio dei combattimenti, a inizio ottobre.

L’associazione italo-araba Assadakah esprime il proprio cordoglio poiché all’elenco, fra le oltre cinquemila morti innocenti, si deve aggiungere la famiglia dell’amico e collega Wael Hamdam Ibrahim Al-Dahdouh, inviato speciale a Gaza e capo ufficio stampa di Al Jazeera a Gaza City, dove è nato e cresciuto, prima di trascorrere a sua volta sette anni nelle carceri israeliane, per poi lavorare come referente di Voice of Palestine, Sahar, Al-Arabiya e appunto Al Jazeera.

La moglie e la figlia di Al Dahdouh sono rimaste uccise in un bombardamento israeliano sul campo di Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza, ed è stato lo stesso Al-Dahdouh a riconoscere i corpi estratti dalle macerie, all’ospedale di Gaza, uno dei pochi ancora in piedi.

Il 53enne responsabile locale di Al Jazeera, con oltre due milioni di visualizzazioni nel mondo, celebre per avere coperto avvenimenti inediti sul costo umano degli scontri in atto, ha dovuto confermare la morte dei familiari, quindi si è accasciato in lacrime, secondo quanto riferiscono i testimoni. Nel bombardamento è stata distrutta anche l’abitazione dei vicini, sui quali mancano informazioni. Fra le sue prime parole, Al Dahdouh ha dichiarato: “Quello che sta succedendo mi sembra fin troppo chiaro, questa è una serie di attacchi pianificati, studiati per colpire donne e bambini. Ero appena tornato da Yarmouk, dov’era in corso un altro attacco, un insieme di offensive mirate come è avvenuto a Nuseirat. Non avevo dubbi che gli israeliani avrebbero lasciato correre senza accanirsi severamente…”.

Pare inoltre che nell’incursione siano stati colpiti altri membri della famiglia di Al-Dahdouh, che fortunatamente sono rimasti solo feriti, inclusa una nipote in tenera età. Le operazioni di soccorso, nel campo di Nuseirat e negli altri coinvolti negli attacchi aerei, sono tutt’ora in svolgimento per la ricerca di eventuali altri sopravvissuti.

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